Archivio testo: L'amore per Laura

Analisi e Commento L’amore per Laura

FRANCESCO PETRARCA

L’AMORE PER LAURA

dal SECRETUM

ANALISI E COMMENTO

La forma dialogata

Il brano è tratto dal Secretum e, come tutta l’opera, ha la forma di un dialogo a cui partecipano due personaggi: Francesco (ossia Petrarca) e Sant’Agostino.

I due interlocutori sono due figure “fittizie”, attraverso le quali Petrarca dà voce alle due componenti del suo animo:

– Francesco è la parte incline alle passioni, che si sforza di difendere l’amore per Laura;

– Agostino è la coscienza giudicante, che mette l’altra parte di fronte alla realtà, ne smaschera le bugie e gli alibi, ne mette in evidenza le contraddizioni.

L’apparente colloquio ha perciò il valore di una indagine interiore, uno scavo psicologico che l’autore conduce su se stesso attraverso lo strumento del dialogo e la forma “drammatica” (ossia “teatrale”).

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Il tema

L’oggetto essenziale del dibattito tra Francesco e Agostino è l’amore di Francesco per Laura. Al centro della discussione c’è la questione se esso possa essere considerato come qualcosa di positivo o se piuttosto vada considerato qualcosa di sbagliato e dannoso per il poeta. Francesco difende l’amore, sforzandosi di persuadere Agostino che il suo sentimento è stato puro e che l’amore ha costituito un fattore di elevazione morale per il suo animo. Agostino, attraverso una serie ordinata di contro-argomentazioni, confuta i punti di vista di Francesco, e lo convince dell’assoluta negatività del sentimento.

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Gli argomenti di Francesco

Francesco, attraverso i suoi interventi, manifesta un punto di vista positivo sull’amore, che si ispira alla concezione stilnovista del sentimento come forma di affezione puramente spirituale e come fattore di elevazione morale. Egli sostiene essenzialmente due cose:

– di aver amato l’animo di Laura più che il corpo;

– che l’amore per Laura ha trattenuto il suo animo dai costumi del volgo e lo ha indirizzato ai risultati di gloria e rinomanza raggiunti.

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Gli argomenti di Agostino

In risposta alle dichiarazioni di Francesco, Agostino svolge una serie di contro-argomentazioni ordinata in cinque punti. Con i suoi argomenti il santo smonta pezzo a pezzo le convinzioni dell’interlocutore e lo induce a prendere atto dei propri errori.

La prima argomentazione di Agostino ha lo scopo di rovesciare la teoria stilnovista dell’amore che nobilita: non è vero che l’amore per Laura ha indirizzato a grandi vette un animo di per sé privo di particolari qualità, al contrario, l’amore ha sviato dal suo corso proprio, un animo che la Natura aveva fornito di ogni virtù, lo ha inaridito tra i tormenti, lo ha costretto a risultati molto inferiori rispetto alle sue possibilità. Il danno arrecato dall’amore per Laura è perciò di una portata tale, da cancellare ogni eventuale beneficio che ne sia derivato.

La seconda argomentazione di Agostino è di carattere religioso: il desiderio per Laura ha deviato l’amore di Petrarca dal Creatore (Dio) e alla creatura (Laura), cosicché Petrarca ha finito per apprezzare il Creatore soltanto in quanto artefice di Laura, il che è completamente contrario alla dottrina cristiana.

La terza argomentazione affronta la questione della bellezza fisica: Petrarca tenta di negare la natura “cortese” del suo amore, smentendo che esso sia scaturito dalla “vista”, e ponendo l’accento sulla componente morale del sentimento per Laura. Agostino dimostra che il poeta non avrebbe amato altrettanto le qualità morali della fanciulla, se esse fossero state rinchiuse in un corpo deforme. La bellezza fisica è stata dunque il vero motore della passione del poeta.

La quarta argomentazione si incentra sugli effetti nefasti dell’amore sull’animo del poeta: Agostino rievoca la fanciullezza di Petrarca e dimostra che l’innamoramento ha trasformato l’autore da fanciullo fornito di ogni virtù, in giovane sviato e tormentato dal senso di colpa.

La quinta e ultima sequenza di dialogo ha lo scopo di dimostrare che l’amore di Petrarca non è stato scevro da desiderio carnale: con un simulato attacco alle virtù di Laura, Agostino porta l’autore a confessare la componente sensuale della sua passione.

In questo modo, lo stringente razionalismo argomentativo di Agostino scardina le convinzioni di Petrarca e induce il poeta a prendere progressivamente atto della vera natura dei suoi sentimenti.

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La razionalità di Agostino

Petrarca costruisce il brano in maniera da far risaltare la forza e la razionalità delle argomentazioni di Agostino, a danno delle idee di Francesco.

La difesa dell’amore messa sulla bocca del personaggio di Francesco è debole, dubbiosa, e non si basa su argomentazioni razionali, bensì sulla riproposizione di teorie tradizionali, appartenenti ai codici della cortesia e dello stilnovo.

Viceversa Petrarca confeziona gli interventi di Agostino ispirandosi al razionalismo rigoroso della trattatistica filosofica e alla dialettica “per domande” della maieutica socratica. Il santo utilizza argomentazioni sistematiche, rigorosamente razionali, articolate “punto per punto”, fondate sui fatti concreti della vita di Francesco. Grazie a questa tecnica argomentativa Agostino risulta immancabilmente più persuasivo del suo interlocutore, ne confuta tutte le opinioni, e lo porta ogni volta a rivedere le proprie convinzioni.

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Immagini e metafore di Agostino

Per accrescere la persuasività di Agostino, Petrarca abbina nel suo personaggio la rigorosa razionalità di derivazione filosofica, all’utilizzo di immagini letterarie di intensa suggestione. Tra le immagini impiegate dal santo, ne spiccano due:

> 1. L’IMMAGINE DEL PRECIPIZIO

Per riferirsi all’innamoramento di Petrarca per Laura, Agostino ricorre all’immagine visiva di un “precipizio”. La ragione per cui il santo ricorre a questa immagine è affinché il lettore percepisca con concretezza, e “visualizzando” il concetto, che l’amore è un “punto di caduta senza possibilità di risalita”. Il santo ricorre all’immagine per due volte:

– nella primo caso inserisce l’immagine in una similitudine in cui paragona Laura a qualcuno che, per evitarci i disagi del cammino, ci spinge in un precipizio. All’idea dell’amore come “baratro” si aggiunge in questo caso l’idea che Laura non ha aiutato Francesco ad esprimere le sue potenzialità, ma l’ha trattenuto da piccoli mali per gettarlo in mali più grandi.

– nel secondo caso inserisce l’immagine in un ossimoro, e definisce l’amore di Francesco per Laura uno “splendido baratro”. Con questo ossimoro Agostino sottolinea la pericolosa doppiezza della “tentazione” amorosa, ossia il suo essere seducente e letale insieme.

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> 2. LA METAFORA DEL FIORE

Nel descrivere gli effetti negativi prodotti dall’amore sull’animo di Francesco, Agostino presenta:

– il senso morale dimostrato da Petrarca nella fanciullezza, come un fiore precoce ;

– l’innamoramento per Laura, come un soffio di aria gelata che ha stroncato quel fiore;

L’idea di fondo è ovviamente che il sopraggiungere dell’amore ha impedito al promettente animo del Petrarca di dare “il frutto” che avrebbe potuto dare, e cioè non gli ha permesso di raggiungere le vette di perfezione morale che altrimenti avrebbe raggiunto.

La ragione per cui Agostino ricorre alla metafora del fiore e del gelo è affinché il lettore sia portato ad associare:

– alla morale > idee di positività, delicatezza, preziosità;

– all’amore > idee di brutalità, distruttività, rovina;

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Cristianesimo e cortesia

Il confronto di posizioni che si svolge nel dialogo tra Agostino e Francesco, si presta a due livelli di lettura: ad un primo livello vi si può leggere un’autoanalisi del Petrarca, che sottopone al giudizio della sua coscienza giudicante le sue debolezze amorose. Ad un secondo livello di lettura vi si può leggere lo scontro tra due codici culturali, quello cortese e quello della dottrina cristiana.

Agostino è palesemente il portatore di argomenti caratteristici del pensiero religioso:

1. Quando Petrarca sostiene che Laura l’abbia indotto ad esprimere al meglio le sue qualità, Agostino gli ricorda che Dio l’ha fornito di quelle qualità, e non Laura.

2. Agostino vede l’amore terreno come un baratro in cui la coscienza dell’uomo precipita senza possibilità di riscatto.

3. Agostino accusa Petrarca di aver violato i principi della dottrina cristiana amando la creatura più del suo Creatore.

4. Agostino biasima la natura carnale dell’amore del Petrarca.

ecc.

Francesco è viceversa il portavoce dei punti di vista tipici della cortesia e dello stilnovo; egli sostiene che:

1. L’amore non è necessariamente una pulsione della carne, ma può anche essere un sentimento puramente spirituale che il soggetto matura per l’animo e i costumi dell’amata: e infatti Petrarca dichiara di aver amato l’animo di Laura più che il corpo;

2. L’amore è un fattore di elevazione morale dell’individuo, che sotto l’effetto del sentimento esprime al meglio tutte le sue qualità: e infatti Petrarca afferma che l’amore per la fanciulla ha trattenuto il suo animo dai costumi del volgo e lo ha indirizzato ai risultati di gloria e rinomanza raggiunti.

La posizione di Petrarca non è però una mera riproposizione delle teorie cortesi, e contiene anche elementi del tutto innovativi, su tutti il fatto che Petrarca presenti Laura non solo come simbolo astratto, ma anche come donna in carne ed ossa, sottoposta all’azione del tempo e all’invecchiamento, e l’amore non solo come una questione intellettuale, ma come un fatto biografico, un elemento concreto della sua vita.