Archivio testo: Natura e regole dell'amore

Analisi e Commento Natura e regole dell’amore

ANDREA CAPPELLANO

NATURA E REGOLE DELL’AMORE

dal DE AMORE

– ANALISI E COMMENTO –

Sintesi

Nel brano Andrea Cappellano sostiene che l’amore è una passione innata, alla quale l’essere umano è soggetto per sua stessa natura. L’amore può nascere dalla visione di una persona del sesso opposto, oppure dal semplice pensiero insistente per una persona mai vista. In entrambi i casi l’amore si manifesta come un intensissimo desiderio di possesso, che l’amante aspira a realizzare col consenso dell’amato.

L’autore considera l’amore una passione, nel senso di “sofferenza dell’animo”, in quanto esso si accompagna a stati di intenso timore: gli amanti non ancora corrisposti vivono nella paura che qualche loro difetto possa impedir loro di essere amati a loro volta; gli amanti che già si ricambiano, temono continuamente di essere traditi o lasciati per qualcun altro.

Oltre a ciò, l’amore è un fattore di elevazione morale dell’individuo: tra gli effetti che l’amore produce nell’amante, infatti, ci sono la generosità, l’ingentilimento dei costumi, l’umiltà.

Nella parte finale del brano l’autore illustra quali modi di conseguire l’amore possano essere ritenuti corretti e quali scorretti, ed infine fornisce un decalogo di tredici precetti da osservare in quegli aspetti della vita di corte che hanno a che fare con l’amore.

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La concezione della virtù

Nell’affermare che l’amore è in grado di suscitare la virtù nell’individuo, Andrea Cappellano traccia l’elenco delle qualità che formano il profilo dell’uomo “vertudioso”, ed è interessante notare come, la concezione della virtù dell’autore, altro non sia che la somma dei valori più caratteristici della società cortese, ovvero:

1. Generosità, corrispondente alla “liberalità” tipicamente cortese, e cioè al disprezzo di ogni meschino attaccamento all’interesse materiale:

… quelli ch’è diritto amante non può essere avaro

2. Garbo, corrispondente alla cortesia in senso lato, opposta alla villanìa dei modi, dei comportamenti e dei sentimenti rozzi:

… e quelli ch’è aspro e no adorno e … fa ben costumato

3. Umiltà, corrispondente alla magnanimità, la capacità di compiere gesti sublimi di rinuncia e di sacrificio che rivelano l’estraneità ad ogni gretto egoismo:

… e l’amoroso molti servigi fae con umiltade ad altrui

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I comandamenti d’amore

Il decalogo dei precetti cui l’innamorato deve attenersi in amore, mette in evidenza il forte interesse dell’autore per le questioni “sociali” correlate al sentimento. Dei tredici precetti che l’autore elenca, meno della metà (il V, il VI, il X, il XII e il XIII) riguardano nello specifico il rapporto “privato” tra i due innamorati, mentre tutti gli altri appaiono piuttosto delle “regole di condotta sociale” valide in generale, vere e proprie norme di comportamento che indicano il modo corretto di vivere, all’interno della corte, le questioni collegate al tema delle relazioni.

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Le concezioni dell’amore

Una caratteristica saliente della trattazione svolta da Andrea Cappellano è la sistematicità dell’analisi: all’interno del brano l’autore prima chiarisce l’essenza, l’origine e il fine del sentimento, poi lo analizza sul piano psicologico, infine ne esamina gli aspetti morali e sociali.

1. Ad un primo livello l’autore concepisce l’amore come fenomeno “naturale”, il che vuol dire, in altre parole, che esso rientra tra quelle cose alle quali l’uomo non può sottrarsi, sia che egli lo voglia, sia che non lo voglia, perché fanno parte della sua natura. Di qui l’enorme potenza dell’amore.

2. Sul piano “psicologico” l’amore è concepito come una “passione”, e cioè una “modificazione dell’animo” portatrice di sofferenza. Questa sofferenza, nel caso dell’amore, consiste nell’incessante paura che tormenta gli amanti: paura di non essere ricambiati, di essere traditi, di essere abbandonati, ecc.

3. Ad un ulteriore livello l’autore concepisce l’amore come fattore di elevazione morale e attribuisce ad esso precisi effetti “di ingentilimento” dell’individuo. Ciò accade perché l’amore pone l’innamorato in stato di tensione, ed in questo stato egli, per risultare gradito, si sforza di esprimere al meglio ogni qualità: liberalità, modi garbati, magnanimità. Perciò l’amore favorisce nell’individuo la maturazione di qualità che sono le stesse che servono per ben vivere a corte e dunque è un prezioso strumento di diffusione della civiltà.

4. Infine l’amore viene analizzato come “servizio” ossia come insieme di comportamenti cui l’innamorato deve attenersi per partecipare in maniera corretta e con profitto al gioco cortese dell’amore.