Archivio testo: Shall i compare thee

Analisi Shall i compare thee

WILLIAM SHAKESPEARE

SHALL I COMPARE THEE TO A SUMMER’S DAY

– ANALISI –


Shall I compare thee to a summer’s day?  ha la forma del sonetto shakespeariano diviso in quattro parti: le prime tre parti – dette quartine – sono composte ciascuna da quattro versi e sono rimate secondo lo schema ABAB; la quarta parte – un distico – è rimata secondo lo schema CC.

Ad una lettura superficiale, il testo appare semplicemente una lode della bellezza e della dolcezza della persona amata dall’io lirico; tuttavia, a ben vedere, la tematica centrale del sonetto è l’esaltazione del carattere senza tempo della poesia e il suo il potere di rendere eterna la bellezza nonostante il trascorrere del tempo.

Il testo viene costruito in forma di risposta alla domanda contenuta nel verso iniziale. La domanda che l’io lirico si pone è se un giorno d’estate possa costituire un adeguato termine di paragone per la piacevolezza dell’amato. La risposta che l’io lirico stesso si dà è negativa, e risulta da un lungo elenco di spiacevolezze che inquinano i giorni estivi, rendendoli, in definitiva, meno amabili e dolci del destinatario dei versi.

La disamina dei difetti che guastano la piacevolezza dell’estate culmina nella costatazione del carattere effimero della bella …

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… stagione, destinata a passare ed estinguersi come ogni altra cosa bella. E il riferimento allo sfiorire della bellezza introduce il tema centrale, collocato in chiusura, della poesia eternatrice, che con la sua forza consentirà all’amato di sopravvivere alla morte e continuare a vivere nonostante lo scorrere del tempo.

Per quanto riguarda la forma e le figure retoriche il testo risulta semplice e ordinato; il linguaggio è relativamente disadorno e privo di forti allitterazioni e assonanze; inoltre pressappoco ciascun verso coincide con la fine di un’unità sintattica, il che determina un andamento molto scandito.