Archivio testo: Voi ch’avete mutata la mainera

Bonagiunta Orbicciani, Voi ch’avete mutata la mainera, parafrasi

BONAGIUNTA ORBICCIANI

VOI CH’AVETE MUTATA LA MAINERA

– PARAFRASI DEL TESTO –


Voi ch’avete mutata la mainera

de li piagenti ditti de l’amore

de la forma dell’esser là dov’era,

per avansare ogn’altro trovatore,

[vv. 1 – 4] Voi (rivolto al poeta Guido Guinizzelli, iniziatore dello Stilnovo), che avete rivoluzionato lo stile delle belle poesie d’amore dalla forma tradizionale (de la forma dell’esser là dov’era: lett. dallo stato delle cose precedente), al fine di superare ogni altro poeta


avete fatto como la lumera,

ch’a le scure partite dà sprendore,

ma non quine ove luce l’alta spera,

la quale avansa e passa di chiarore.

[vv. 5 – 8] avete fatto come la lampada (la lumera), che risplende nei luoghi bui (partite: dal francese = parti), ma non qui, dove splende quell’alto pianeta (l’alta spera: ovvero il sole che qui sta a simboleggiare Guittone o più probabilmente Chiaro Davanzati), che la supera e la oltrepassa per luminosità.

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Così passate voi di sottigliansa,

e non si può trovar chi ben ispogna,

cotant’è iscura vostra parlatura.

[vv. 9 – 11] Dunque voi eccellete per intellettualismo, e non si riesce a trovare chi lo possa spiegare (ispogna: lett. chi lo esponga, spieghi, illustri), tanto è oscuro il vostro linguaggio (vostra parlatura: lett. il vostro modo di parlare)


Ed è tenuta grave ’nsomilliansa,

ancor che ’l senno vegna da Bologna,

traier canson per forsa di scritura.

[vv. 12 – 14] Ed è considerata una grande stravaganza (n’somilliansa: lett. stravaganza, stranezza, cosa bizzarra), sebbene la cultura venga da Bologna (Bologna era sede Universitaria di grande prestigio), che si tiri fuori a forza una poesia da un trattato filosofico.