Archivio testo: Io mi senti’ svegliar dentro a lo core

Dante Alighieri, Io mi senti’ svegliar dentro a lo core, parafrasi

DANTE ALIGHIERI

IO MI SENTI’ SVEGLIAR DENTRO A LO CORE

– PARAFRASI DEL TESTO –


Io mi senti’ svegliar dentro a lo core

un spirito amoroso che dormia:

e poi vidi venir da lungi Amore

allegro sì, che appena il conoscia,

[vv. 1 – 4]  Io ho sentito risvegliarsi dentro il mio cuore uno spirito d’amore che dormiva, e poi ho visto arrivare da lontano Amore, lieto a tal punto che a malapena lo riconoscevo.


dicendo: “Or pensa pur di farmi onore”;

e ’n ciascuna parola sua ridia.

E poco stando meco il mio segnore,

guardando in quella parte onde venia,

[vv. 5 – 8]  Dicendo (è Amore che parla): “Adesso sì che devi proprio farmi onore!”. Ed ogni sua parola era piena di gioia. Dopo poco tempo che il mio Signore Amore stava con me, mentre guardavo nella direzione della sua venuta,

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io vidi monna Vanna e monna Bice

venire inver lo loco là ’v’io era,

l’una appresso de l’altra maraviglia;

[vv. 9 – 11] vidi venire verso il luogo in cui io mi trovavo madonna Vanna e madonna Bice (Vanna è il diminutivo di Giovanna, la donna amata dal poeta Guido Cavalcanti, Bice è invece Beatrice), una cosa meravigliosa dietro l’altra.


E sì come la mente mi ridice,

Amor mi disse: “Quell’è Primavera,

e quell’ha nome Amor, sì mi somiglia”.

[vv. 12 – 14] E, stando a quanto la mia memoria mi riferisce, Amore mi disse: “Quella è Primavera (Primavera è il senhal utilizzato dalle stesso Cavalcanti nelle proprie liriche per riferirsi a Giovanna) e l’altra si chiama Amore, a tal punto mi assomiglia!”.