Archivio testo: La Vita Nuova, Capitolo 17

Dante Alighieri, La Vita Nuova, parafrasi cap. 17

DANTE ALIGHIERI

LA VITA NUOVA

CAPITOLO 17

PARAFRASI DEL TESTO

Il Capitolo 17 della Vita Nuova svolge funzione di raccordo tra il gruppo di capitoli incentrati sull’episodio del gabbo e la narrazione del momento della svolta poetica, con la quale Dante approda alla nova matera e allo stilo de la loda (Cap. 18).

Par. 1

Poi che dissi questi tre sonetti, ne li quali parlai a questa donna, però che fuoro narratori di tutto quasi lo mio stato, credendomi tacere e non dire più, però che mi parea di me assai avere manifestato, avvegna che sempre poi tacesse di dire a lei, a me convenne ripigliare matera nuova e più nobile che la passata.

Dopo aver composto questi tre sonetti (si tratta dei tre sonetti nei quali Dante si interroga sulle cause dei propri svenimenti in presenza di Beatrice), nei quali indirizzai le mie parole direttamente a questa donna (a Beatrice), dal momento che in essi avevo descritto in maniera pressoché esauriente la mia condizione, ritenni opportuno non scrivere più, dal momento che avevo l’impressione di aver rivelato abbastanza di me; e sebbene da allora in poi io non mi rivolsi mai più direttamente a lei, avvenne che approdai ad una maniera poetica nuova e più nobile della passata.

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Par. 2

E però che la cagione de la nuova matera è dilettevole a udire, la dicerò, quanto potrò più brievemente.

E dal momento che la ragione che mi spinse verso una nuova maniera poetica è piacevole da ascoltare, la racconterò quanto più brevemente potrò.