Archivio testo: La Vita Nuova, Capitolo 10

Dante Alighieri, La Vita Nuova, parafrasi cap. 10

DANTE ALIGHIERI

LA VITA NUOVA

CAPITOLO 10

PARAFRASI DEL TESTO

Par. 1

Appresso la mia ritornata mi misi a cercare di questa donna che lo mio segnore m’avea nominata ne lo cammino de li sospiri; e acciò che lo mio parlare sia più brieve, dico che in poco tempo la feci mia difesa tanto, che troppa gente ne ragionava oltre li termini de la cortesia; onde molte fiate mi pensava duramente.

1. Dopo il mio ritorno, mi misi alla ricerca della donna che il mio signore (Amore) aveva menzionato durante il cammino dei sospiri (Dante chiama cammino de li sospiri il viaggio triste e doloroso che lo ha condotto lontano da Firenze e dunque da Beatrice), e, al fine di essere più conciso, dirò che, nel giro di poco tempo, la trasformai a tal punto in una copertura per me (è questa la “seconda donna dello schermo”, della quale Dante si serve per tenere celato il suo amore per Beatrice), che troppe persone ne parlavano al di là dei limiti della discrezione cortese. Per cui molte volte la cosa mi pesava fortemente.

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Par. 2

E per questa cagione, cioè di questa soverchievole voce che parea che m’infamasse viziosamente, quella gentilissima, la quale fue distruggitrice di tutti li vizi e regina de le virtudi, passando per alcuna parte, mi negò lo suo dolcissimo salutare, ne lo quale stava tutta la mia beatitudine.

2. E per questa ragione, vale a dire per via di questa diceria eccessiva, che mi faceva apparire come una persona spregevole, quella fanciulla nobilissima (Beatrice), la quale fu distruttrice di tutti i vizi e regina delle virtù, passando in un luogo, mi negò il suo dolcissimo saluto, nel quale risiedeva tutta la mia felicità.

Par. 3

E uscendo alquanto del proposito presente, voglio dare a intendere quello che lo suo salutare in me vertuosamente operava.

3. Ed allontanandomi un poco dalla materia che è mia intenzione trattare, voglio ora spiegare meglio gli effetti virtuosi che il suo saluto produceva nel mio animo.