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Esempi di Antitesi

FIGURE RETORICHE

ANTITESI

– ESEMPI –



Significato


Si definisce antitesi – dal greco antithesis, “contrapposizione” – l’accostamento di termini e concetti di senso opposto, all’interno di una stessa frase.

In poesia questo accostamento di opposti viene sovente valorizzato da strutture sintattiche bimembri e simmetriche (parallelismi, chiasmi, ecc.).

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Esempi di antitesi:


Esempio 1:


Un esempio celebre di antitesi è costituito dalla terzina dell’Inferno, nella quale Dante descrive il bosco dei suicidi: qui l’aggettivo “verde” si oppone per significato a “di color fosco” e l’aggettivo “schietti” (vale a dire “dritti”) si oppone alla coppia “nodosi e ‘nvolti” (vale a dire “attorcigliati”):

Non fronda verde, ma di color fosco;

non rami schietti, ma nodosi e ‘nvolti;

non pomi v’eran, ma stecchi con tosco.

"Non vi erano fronde verdi, ma di colore scuro, né rami dritti, ma nodosi e attorcigliati, non c'erano frutti, ma spini avvelenati".


(D. Alighieri, Inferno XIII)

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Esempio 2:


Interamente costruito sulla figura dell’antitesi è il sonetto Pace non trovo di Francesco Petrarca; nei soli primi due versi compaiono tre antitesi: l’opposizione tra “pace” e “guerra“; l’opposizione tra “temo” e “spero“; l’opposizione tra “ardo” e “sono un ghiaccio“:

Pace non trovo, et non ò da far guerra
et temo, et spero; et ardo, et sono un ghiaccio

" Non riesco a trovare pace e non sono equipaggiato per fare la guerra; ho paura, ma al contempo nutro speranza, brucio e sono freddo come ghiaccio"


(F. Petrarca, Pace non trovo e non ho da far guerra)

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Esempio 3:


Assai celebre è l’antitesi che sintetizza la filosofia dei protagonisti del romanzo Il Gattopardo, alle prese con le grandi trasformazioni dell’Italia postunitaria:

Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi

(G. Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo)

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Esempio 4:


Con queste antitesi Manzoni descrive le alterne fortune di Napoleone nell’ode Cinque Maggio:

tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio:
due volte nella polvere,
due volte sull’altar

"Egli sperimentò ogni cosa: la gloria, che è più grande dopo il pericolo, la fuga e la vittoria, le comodità della reggia e lo sconforto dell’esilio, per due volte fu nella polvere e per due volte sull’alatre"


( A. Manzoni, Il Cinque maggio)

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Esempio 5:


Nella prima quartina del sonetto Chi è questa che vèn ch’ogn’om la mira di Guido Cavalcanti compare l’antitesi tra i due aggettivi indefiniti “ogn’om” (ossia: “tutti”) e “null’omo” (ossia: “nessuno”):

Chi è questa che vèn, ch’ogn’om la mira,
che fa tremar di chiaritate l’âre
e mena seco Amor, sì che parlare
null’ omo pote, ma ciascun sospira?

(G. Cavalcanti, Chi è questa che vèn ch’ogn’om la mira)

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Esempio 6:


Nel seguente passo tratto dalla Cronica de le cose occorrenti ne’ tempi suoi, di Dino Coampagni, compaiono le antitesi tra i pronomi “molti” e “niuno” e tra gli aggettivi “amico” e “nimico“:

… molti ne puniano, secondo che tra loro era ordinato e scritto. Niuno ne campò che non fusse punito: non valse parentado, né amistà; né pena si potea minuire né cambiare a coloro, a cui determinate erano: nuovi matrimoni niente valsero: ciascuno amico divenne nimico: i fratelli abbandonavano l’un l’altro, il figliuolo il padre: ogni amore, ogni umanità, si spense.

(D. Compagni, Cronica)

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Esempio 7:


Nella prima quartina del sonetto Cortesia cortesia cortesia chiamo di Folgore di San Gimignano, compare l’antitesi tra i verbi “mostrare” e “nascondere”:

Cortesia cortesia cortesia chiamo
e da nessuna parte mi risponde,
e chi la dèe mostrar, sí la nasconde,
e perciò a cui bisogna vive gramo.

(Folgore di San Gimignano, Cortesia cortesia cortesia chiamo)

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Esempio 8:


Nel sonetto Ne li occhi porta la mia donna Amore, Dante Alighieri introduce due antitesi, disponendole sulla pagina in maniera da formare un chiasmo: infatti “superbia” si oppone a “pensiero umile” e “ira” si oppone a “dolcezza“:

…fugge dinanzi a lei superbia ed ira.
Aiutatemi, donne, farle onore.

Ogne dolcezza, ogne pensero umile
nasce nel core a chi parlar la sente,
ond’è laudato chi prima la vide.

(D. Alighieri, Ne li occhi porta la mia donna Amore)

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Esempio 9:


Nel sonetto Amore è uno desio che ven da core, di Giacomo da Lentini, si può osservare l’antitesi tra i due aggettivi: “bono” e “rio“:

ché li occhi rapresentan a lo core
d’onni cosa che veden bono e rio
com’è formata naturalemente;

(Giacomo da Lentini, Amore è uno desio che ven da core)

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Esempio 10:


Nel sonetto Levommi il mio penser in parte ov’era, di Francesco Petrarca, compare l’antitesi tra i due comparativi “più” e “meno“:

Levommi il mio penser in parte ov’era
quella ch’io cerco, et non ritrovo in terra:
ivi, fra lor che ’l terzo cerchio serra,
la rividi piú bella et meno altera.

(F. Petrarca, Levommi il mio penser in parte ov’era)