Archivio testo: Quel rosignol, che sí soave piagne

Figure Retoriche Quel rosignuol che sì soave piagne

FRANCESCO PETRARCA

QUEL ROSIGNUOL CHE SÌ SOAVE PIAGNE

– FIGURE RETORICHE –


PRIMA QUARTINA


Quel rosignuol, che sí soave piagne,
forse suoi figli, o sua cara consorte,
di dolcezza empie il cielo et le campagne
con tante note sí pietose et scorte,

v. 2: Parallelismo > forse suoi figli, o sua cara consorte (possessivo + sostantivo – possessivo + sostantivo)


v. 2: Allitterazione di S > forse suoi figli, o sua cara consorte


v. 3: Costrutto binario > il cielo et le campagne


v. 4: Costrutto binario > sì pietose e scorte


v. 4: Allitterazione di S > sì pietose e scorte

Pubblicità

SECONDA QUARTINA


et tutta notte par che m’accompagne,
et mi rammente la mia dura sorte:
ch’altri che me non ò di ch’i’ mi lagne,
ché ’n dee non credev’io regnasse Morte.

v. 5: Allitterazione di T > et tutta notte


vv. 5-6: Anafora di et


v. 6: Allitterazione di M > et mi rammente la mia


v. 7: Antitesi > altri vs. me


v. 8: Metafora + Personificazione: ché ’n dee non credev’io regnasse Morte l’immagine della morte personificata che esercita il proprio dominio anche sulle dee è figura dell’azione distruttrice che la morte esercita senza eccezioni anche sulle creature più belle amabili, come Laura.


PRIMA TERZINA


O che lieve è inganar chi s’assecura!
Que’ duo bei lumi assai piú che ’l sol chiari
chi pensò mai veder far terra oscura?

v. 9 : Sentenza in forma di Esclamazione: O che lieve è inganar chi s’assecura!


v. 10: Metafora > lumi = occhi


v. 10: Iperbole > assai più che’l sol, con questa esagerazione il Petrarca vuole dare risalto allo scarto tra la passata bellezza degli occhi di Laura e lo stato di polvere in cui la morte li ha ridotti, enfatizzando il tema penitenziale del disfacimento del corpo dopo la morte.


v. 11: Domanda retorica > chi ‘l penso mai…?


v. 10-11: Antitesi > sol chiari vs. terra scura

Pubblicità

SECONDA TERZINA


Or cognosco io che mia fera ventura^
vuol che vivendo et lagrimando impari
come nulla qua giú diletta, et dura.

vv. 12-13: Enjambement > mia fera ventura^ vuol (tra sogg. e predicato)


v. 13: Costrutto binario: vivendo e lagrimando in questa coppia di gerundi si esprime un solo concetto, che è quello della vita come dolore, per cui essa rappresenta quasi un’endiadi.


v. 14: Sentenza: nulla qua giú diletta, et dura


v. 14: Antitesi > diletta e dura non perché i due termini siano opposti in sé, ma perché lo sono nel discorso di Petrarca.