Archivio testo: Shall i compare thee

Figure retoriche Shall I compare thee

WILLIAM SHAKESPEARE

SHALL I COMPARE THEE TO A SUMMER’S DAY

– FIGURE RETORICHE IN INGLESE E ITALIANO –


VERSIONE IN INGLESE


Figures of speech

The whole sonnet is an example of hyperbole. The comparison between summer and the beloved is a deliberate exaggeration of  beloved’s perfection.

Line 3: rough winds shake the darling buds of May > an attribute of a living being is assigned to the winds; hence is an example of personification.

Line 5: the eye of heaven > it refers to the sun, and is an example of a periphrasis and a metaphor.

Line 7: every fair from fair sometimes declines > is an example of hyperbaton because of the transposal of the normal grammatical order.

Line 9: but thy eternal summer > when Shakespeare talks about thy eternal summer he is not using the word summer in the literal sense.  Rather, he is using summer as a metaphor for the peak of someone’s life, beauty or loveliness.

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Line 11: nor shall Death brag thou… > is another case of personification for death has been imagined as someone who brags about the loss of the beloved.

Line 12: when in eternal lines to time thou growest > is a metaphor of grafting.

Lines 23 – 14: so long … so long > is a parallelism in the form of anaphora, because of the repetition of the words so long at the beginning of two successive lines.


VERSIONE IN ITALIANO


Figure retoriche

L’intero sonetto costituisce un esempio di iperbole. La comparazione tra l’estate e l’amato è infatti una intenzionale esagerazione della perfezione dell’amato.

Verso 3: rough winds shake the darling buds of May > un attributo proprio di un essere vivente viene riferito ai venti: dunque è un esempio di personificazione.

Verso 5: the eye of heaven > indica il sole ed è un esempio di perifrasi e di metafora.

Verso 7: every fair from fair sometimes declines > è un esempio di iperbato per via della sovversione del normale ordine sintattico.

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Verso 9: but thy eternal summer > quando Shakespeare parla di eternal summer non sta utilizzando la parola estate nel suo significato letterale. Piuttosto egli sta utilizzando estate come metafora per intendere la vetta della vita, della bellezza e della piacevolezza di qualcuno.

Verso 11: nor shall Death brag thou… > costituisce un altro esempio di personificazione perché la morte viene immaginata come qualcuno che si vanta del decesso dell’amato.

Verso 12: when in eternal lines to time thou growest > è una metafora dal mondo vegetale (il riferimento è alla tecnica dell’innesto)

Verso 23 – 14: so long … so long > è un parallelismo nella forma di un’anafora, per via della ripetizione delle parole so long al principio di due versi consecutivi.