Archivio testo: Il libro della memoria e la prima apparizione di Beatrice

La prima apparizione di Beatrice: descrizione di Beatrice

DANTE ALIGHIERI

LA PRIMA APPARIZIONE DI BEATRICE

da LA VITA NUOVA


La descrizione di Beatrice

L’immagine di Beatrice che si ricava dalla lettura del II capitolo della Vita Nuova è un’immagine del tutto astratta, in sintonia con la completa mancanza di realismo che caratterizza anche lo spazio e il tempo in cui si svolgono i fatti narrati.

A determinare questa “rarefazione” dei contorni della fanciulla è una descrizione assai povera, fatta di dettagli che sono pochi e che per giunta non svolgono un’autentica funzione realistico-descrittiva.

Per quanto riguarda il fatto che siano pochi, è facile osservare come, nel corso del brano, Dante inserisca solo 3 particolari visivi dell’amata:

– un riferimento alla veste di color rosso;
– un riferimento all’utilizzo di una cintura;
– un riferimento ai costumi “divini” della fanciulla.

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Ma oltre a ciò, quello che va osservato è che questi tre dettagli svolgono funzioni simboliche e iperboliche che prevalgono sui loro significati letterali descrittivi e li offuscano, per cui essi non aggiungono effettivamente realismo alla rappresentazione:

– i primi due particolari infatti posseggono significati simbolici codificati che, imponendosi al lettore medievale, appannano il significato “visivo” degli elementi stessi (la cintura rivela la condizione di donna non posata di Beatrice, il colore sanguigno della veste ne simboleggia l’ardore di carità);

– il terzo è un particolare iperbolico (ossia una esagerazione volontaria del poeta) e quindi è di per sé anti-realistico.