Archivio testo: Melchisedech e il Saladino

Melchisedech e il Saladino in italiano moderno

GIOVANNI BOCCACCIO

MELCHISEDECH E IL SALADINO

dal DECAMERON

VERSIONE IN ITALIANO MODERNO

RUBRICA DELLA NOVELLA: Il giudeo Melchisedech, con una storia su tre anelli, scampa ad un tranello molto pericoloso che gli è stato teso dal Saladino.

Dal momento che, dopo che tutti ebbero elogiato la novella narrata da Neifile, costei era rimasta in silenzio, appena la regina della giornata lo volle, Filomena cominciò il racconto della nuova novella. La novella narrata da Neifile mi ha fatto tornare alla mente la spaventosa vicenda capitata ad un giudeo. Dal momento che si è già parlato molto bene sia di Dio, sia della verità della nostra religione, non dovrebbe risultare inopportuno, a questo punto, passare a narrare avvenimenti e azioni di uomini. Per cui ora vi racconterò una storia, dopo aver ascoltato la quale, probabilmente diventerete più caute nel formulare le vostre risposte alle domande che vi potrebbero essere rivolte. Voi, amorose compagne, dovete sapere che, esattamente nella stessa maniera in cui la stupidità, molto spesso, porta l’uomo a perdere una condizione felice e lo scaraventa nella miseria più completa, allo stesso modo il senno è in grado di cavar fuori l’uomo assennato da enormi pericoli, e di porlo in una condizione di grande tranquillità e sicurezza. E che sia assolutamente vero che la stupidità è in grado di condurre un uomo dalla prosperità alla miseria, lo si può dimostrare con innumerevoli esempi, che non sarà per ora nostro interesse raccontare, dato che ogni giorno i nostri occhi ricevono mille prove di ciò. Viceversa, come vi ho promesso, io vi dimostrerò in poco tempo, narrandovi una novella, fino a che punto il senno possa costituire una risorsa.

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Il Saladino, il cui valore fu tanto grande che grazie ad esso, non soltanto egli passò dall’essere un uomo qualunque ad essere il sultano di Babilonia, ma per giunta ottenne innumerevoli vittorie contro i re cristiani e saraceni, aveva dato fondo all’intero suo tesoro, a seguito di diverse guerre e di una serie di iniziative molto dispendiose; contemporaneamente, per un qualche avvenimento che gli era capitato, il Saladino si trovava ad aver bisogno di una grossa somma di denaro, e non aveva idea del modo in cui avrebbe potuto trovare quel denaro nel breve tempo che aveva a disposizione; così gli tornò alla memoria la figura di un ricco giudeo, il cui nome era Melchisedech, il quale esercitava l’attività di usuraio ad Alessandria d’Egitto; il Saladino ritenne che Melchisedech possedesse abbastanza denaro da soddisfare la sua necessità, qualora avesse voluto; ma il Saladino sapeva anche che Melchisedech era così avaro, che non avrebbe mai concesso i suoi soldi, a meno che non fosse stato costretto a farlo, ed egli non voleva ricorrere ai soprusi; alla fine il Saladino, tormentato dalla necessità di denaro, concentrò tutte le sue energie nella ricerca di un modo per farsi finanziare dal giudeo Melchisedech, ed escogitò di commettere un sopruso che apparisse giustificato da qualche parvenza di legalità. Quindi mandò a chiamare Melchisedech e lo accolse con benevolenza, si sedette con lui e gli disse: “Saggio uomo, io ho sentito dire da più persone che tu sei un uomo estremamente assennato, e che hai molto approfondito le questioni religiose; per questa ragione io sarei molto interessato a sentire da te quale, tra le tre religioni monoteiste, tu ritieni essere quella autentica, se la religione giudaica, quella islamica o quella cristiana.

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Il giudeo Melchisedech, che era per davvero un uomo molto assennato, si rese conto fin troppo bene che il Saladino stava cercando di farlo cadere in un tranello per potergli poi muovere qualche accusa, e pensò che l’unico modo per impedire al Saladino di riuscire nel suo intento, fosse non esprimersi a favore di nessuna delle tre religioni. Così, dal momento che egli aveva l’assoluta necessità di trovare una risposta che non lo facesse cadere nella trappola, aguzzò il suo ingegno, e subito ebbe davanti a sé ciò che avrebbe dovuto rispondere; allora disse: “Mio sultano, la domanda che voi mi ponete è molto interessante, e per farvi capire quale sia il mio punto di vista, vi racconterò una breve novella, che adesso ascolterete. Se la memoria non mi inganna, io ricordo di aver sentito raccontare più volte che, molto tempo fa, visse un uomo, illustre e ricco, il quale, tra i gioielli più preziosi che facevano parte del suo tesoro, aveva anche un anello bellissimo e raro; e poiché l’uomo voleva rendere onore al valore e alla bellezza di quell’anello e voleva che esso si tramandasse per sempre, di padre in figlio, lungo i rami della sua discendenza, stabilì questa regola: quello tra i suoi figli, che avesse ricevuto da lui l’anello, avrebbe dovuto essere considerato il suo legittimo erede, e avrebbe dovuto essere onorato e riverito dai suoi fratelli come il più importante. Ed il figlio che ricevette l’anello, adottò la medesima regola per i propri discendenti, e fece la stessa cosa che aveva fatto suo padre; e, per farla breve, questo anello passò di mano in mano, da una generazione all’altra, di successore in successore.

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E alla fine arrivò nelle mani di un padre, che aveva tre figli belli, valorosi, e molto rispettosi del loro genitore; e per queste ragioni egli li amava alla stessa maniera tutti e tre. Ora, dal momento che i tre giovani conoscevano l’usanza dell’anello, e ciascuno di loro ambiva ad essere il più apprezzato tra i suoi fratelli, ciascuno di loro supplicava quanto più poteva il padre, che ormai era anziano, affinché, al momento della morte, lasciasse a lui l’anello. Il brav’uomo, che amava tutti i suoi figli nella stessa misura, e non era in grado di compiere la scelta di lasciare l’anello ad uno di loro in particolare, dopo aver promesso l’anello a ciascuno dei suoi figli, pensò ad un sistema per non doversi rimangiare la parola. In segreto, l’uomo commissionò ad un valido fabbro la realizzazione di due copie dell’anello, le quali furono realizzate tanto somiglianti all’originale, che il fabbro stesso che le aveva confezionate faceva fatica a capire quale fosse il modello e quali le copie. E quando fu sul punto di morire, l’uomo consegnò in segreto a ciascuno dei suoi tre figli un esemplare dell’anello. Così, quando, all’indomani della morte del padre, ciascuno dei tre figli tentò di succedergli e di impadronirsi dell’eredità e del titolo, e ciascuno dei tre tentò di impedire agli altri due di realizzare il loro intento, ogni figlio tirò fuori, a garanzia della legittimità di ciò che stava facendo, la propria copia dell’anello. E poiché gli anelli furono riscontrati essere così simili l’uno all’altro, che non era possibile stabilire quale dei tre fosse l’originale, rimase aperta anche la questione di quale fosse l’autentico erede del padre. E quella questione è tutt’ora aperta. Mio sultano, la medesima cosa vi dico io in merito alle tre religioni che Dio padre ha dato ai popoli, riguardo alle quali mi avete interrogato: ogni popolo si crede nel giusto mentre mantiene e rispetta la sua eredità, la sua “vera” legge e i suoi comandamenti; tuttavia, come per gli anelli, la questione di chi sia il vero erede è tutt’altro che risolta.

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Il Saladino si rese conto che Melchisedech aveva saputo magistralmente evitare la trappola che egli gli aveva teso davanti ai piedi; così decise di rivelargli con sincerità di aver bisogno di denaro, per poi stare a vedere se Melchisedech avrebbe accettato di finanziarlo; e così fece, svelandogli che cosa aveva pianificato di fare se lui non gli avesse risposto con quella saggezza con cui gli aveva risposto. L’ebreo Melchisedech generosamente concesse in prestito al Saladino tutto il denaro di cui egli aveva bisogno; e il Saladino successivamente restituì a Melchisedech tutto il denaro che egli gli aveva prestato, e oltre a ciò, lo omaggiò di grandissimi doni, lo trattò sempre come un amico, e lo fece restare alla propria corte tenendolo sempre in grande considerazione e grande stima.