Archivio testo: Color d'amore e di pietà sembianti

Parafrasi Color d’amore e di pietà sembianti

DANTE ALIGHIERI

COLOR D’AMORE E DI PIETÀ SEMBIANTI

– da LA VITA NUOVA-

– PARAFRASI DEL TESTO –

Nella prosa della Vita Nuova, Dante spiega di comporre questo sonetto per descrivere i sentimenti che, dopo la morte di Beatrice, egli va progressivamente maturando nei confronti di una nuova figura femminile, la cosiddetta “Donna Pietosa”. La Donna Pietosa è una dama che, mostrandosi commossa dal dolore di Dante, suscita l’interesse del poeta, fino al punto di distoglierlo dal lutto per Beatrice, e coinvolgerlo in un nuovo amore. Nel racconto della Vita Nuova la Donna Pietosa assume un ruolo di primo piano nei capitoli che precedono la conclusione del libro, dal XXXV al XXXIX.

PRIMA QUARTINA

Versi 1 – 4

Color d’amore e di pietà sembianti

non preser mai così mirabilmente

viso di donna, per veder sovente

occhi gentili o dolorosi pianti,

[vv. 1 – 4] Mai, su un viso di donna, per il fatto di vedere frequentemente degli occhi nobili o dei pianti addolorati (ossia “per il fatto di vedere la sofferenza di un uomo nobile”), sono comparsi quel pallore caratteristico delle persone innamorate e quell’espressione tenera, caratteristica di chi prova compassione, in modo altrettanto stupefacente,

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SECONDA QUARTINA

Versi 5 – 8

come lo vostro, qualora davanti

vedetevi la mia labbia dolente;

sì che per voi mi ven cosa a la mente,

ch’io temo forte non lo cor si schianti.

[vv. 5 – 8] come accade sul vostro viso, ogni volta che vi trovate davanti il mio volto afflitto; sicché mi torna alla memoria una cosa (cosa nel senso di “creatura”: la defunta Beatrice) che mi fa temere fortemente che il cuore mi si spezzi (temo non: Dante ricalca la costruzione di temere sulla costruzione latina dei verba timendi).

PRIMA TERZINA

Versi 9 – 11

Eo non posso tener li occhi distrutti

che non reguardin voi spesse fiate,

per desiderio di pianger ch’elli hanno:

[vv. 9 – 11] Io non riesco a trattenere gli occhi disfatti (disfatti dal pianto) dal guardarvi di frequente, a causa del desiderio di piangere che essi hanno:

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SECONDA TERZINA

Versi 12 – 14

e voi crescete sì lor volontate,

che de le voglia si consuman tutti;

ma lagrimar dinanzi a voi non sanno.

[vv. 12 – 14] e voi accrescete a tal punto in essi (ossia “negli occhi”) il desiderio (ossia: “il desiderio di piangere”) che essi sono completamente consumati dalla voglia, e tuttavia non sono capaci di lacrimare in vostra presenza.