Archivio testo: Crin d'oro crespo e d'ambra tersa e pura

Parafrasi Crin d’oro crespo e d’ambra tersa e pura

PIETRO BEMBO

CRIN D’ORO CRESPO E D’AMBRA TERSA E PURA

– PARAFRASI DEL TESTO –


Crin d’oro crespo e d’ambra tersa e pura,
Ch’all’aura su la neve ondeggi e vole,
Occhi soavi e più chiari che ‘l sole,
Da far giorno seren la notte oscura,

[vv. 1 – 4] O capelli ricci e biondi come oro increspato, lucenti e nitidi come ambra lucida e trasparente, che ondeggiate all’aria e svolazzate sul volto candido; occhi dolci e più chiari del sole, tanto splendenti da trasformare una notte buia in un giorno luminoso,


Riso, ch’acqueta ogni aspra pena e dura,
Rubini e perle, ond’escono parole
Sì dolci, ch’altro ben l’alma non vòle,
Man d’avorio, che i cor distringe e fura,

[vv. 5 – 8] sorriso capace di placare anche la sofferenza più crudele e dura; labbra rosse come rubini e denti bianchi come perle, dai quali fuoriescono parole così dolci che l’anima non desidera altra gioia; mano bianca come avorio, capace di afferrare e rubare i cuori;

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Cantar, che sembra d’armonia divina,
Senno maturo a la più verde etade,
Leggiadria non veduta unqua fra noi,

[vv. 9 – 11] canto, che sembra un’armonia divina; matura assennatezza anche nella più giovane età; grazia mai veduta in precedenza fra noi (esseri umani),


Giunta a somma beltà somma onestade,
Fur l’esca del mio foco, e sono in voi
Grazie, ch’a poche il ciel largo destina.

[vv. 12 – 14] somma onestà unita a massima bellezza: furono (queste) le scintille dalle quali divampò il fuoco del mio amore, e sono (queste) le grazie presenti in voi che a poche creature il cielo concede con generosità (largo).