Archivio testo: Già fiammeggiava l’amorosa stella

Parafrasi Già fiammeggiava l’amorosa stella

FRANCESCO PETRARCA

GIÀ FIAMMEGGIAVA L’AMOROSA STELLA

– PARAFRASI DEL TESTO –


Già fiammeggiava l’amorosa stella è un sonetto sul tema della malattia/guarigione di Laura. Sebbene sia plausibile che il testo faccia riferimento ad un episodio specifico della vita della fanciulla, non si può dimenticare che il tema della malattia/guarigione della donna amata è tradizionale nella tradizione classica e già prima di Petrarca era stato recuperato dalle liriche amorose in lingua neolatina.


Già fiammeggiava l’amorosa stella
per l’orïente, et l’altra che Giunone
suol far gelosa nel septentrïone,
rotava i raggi suoi lucente et bella;

[vv. 1 – 4] Ormai Venere (l’amorosa stella) risplendeva nella porzione orientale del cielo e l’altra costellazione, che suole rendere gelosa Giunone, ruotava intorno al Polo settentrionale  luminosa e bella (in questa perifrasi temporale, indicante l’ora dell’alba, Petrarca richiama il mito di Callisto, amata da Giove, trasformata da Giunone in Orsa e da Giove in costellazione).

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levata era a filar la vecchiarella,
discinta et scalza, et desto avea ’l carbone,
et gli amanti pungea quella stagione
che per usanza a lagrimar gli appella:

[vv. 5 – 8] La vecchiarella si era levata per filare, coperta di laceri vestiti e a piedi nudi, e aveva già riattizzato il fuoco, e risvegliava gli amanti l’arrivo del giorno (quella stagione = quel tempo), che d’abitudine li fa piangere (il pianto degli amanti per l’arrivo del giorno è un topos derivato dalle albe provenzali e antico-francesi: il mattino porta dolore agli amanti poiché li costringe a separarsi).


quando mia speme già condutta al verde
giunse nel cor, non per l’usata via,
che ’l sonno tenea chiusa, e ’l dolor molle;

[vv. 9 – 11] quando Laura (mia speme per antonomasia), già ridotta in fin di vita (condutta al verde è metafora facente riferimento alle candele, che alla base erano verdi), mi giunse nel cuore, non dalla via consueta (ossia dagli occhi), ancora chiusi per il sonno (il verso spiega che si tratta di un’apparizione in sogno, alla quale le notazioni temporali che indicano l’alba conferiscono valore di veridicità, perché nella tradizione medievale all’alba la mente è divinatrice) e bagnati dal pianto (per la condizione di Laura);

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quanto cangiata, oimè, da quel di pria!
Et parea dir: Perché tuo valor perde?
Veder quest’occhi anchor non ti si tolle.

[vv. 12 – 14] Ahimè quanto cambiata (per via della malattia) appariva da quale era prima! E sembrava dire: “Perché viene meno il tuo coraggio? La vista di questi occhi ancora non ti è stata negata!”.