Archivio testo: Giunto è già 'l corso della vita mia

Parafrasi Giunto è già ‘l corso della vita mia

MICHELANGELO BUONARROTI

GIUNTO È GIÀ ‘L CORSO DELLA VITA MIA

– PARAFRASI DEL TESTO –


Giunto è già ’l corso della vita mia,
con tempestoso mar, per fragil barca,
al comun porto, ov’a render si varca
conto e ragion d’ogni opra trista e pia.

[vv. 1 – 4] Il viaggio della mia vita, compiuto attraverso un mare burrascoso (metafora delle vicissitudini della vita dell’artista) e su una barca fragile (metafora della fragilità dell’animo dell’autore), sta ormai per giungere in quel porto comune (la morte, approdo comune di tutti gli uomini), dal quale si passa per render conto e ragione di ogni atto compiuto, sia di quelli malvagi, sia di quelli buoni (ovvero “dove si va per presentarsi al giudizio di Dio”).


Onde l’affettüosa fantasia
che l’arte mi fece idol e monarca
conosco or ben com’era d’error carca
e quel c’a mal suo grado ogn’uom desia.

[vv. 5 – 8] Per cui ora io vedo distintamente come fosse profondamente sbagliata quella seducente fantasia che mi indusse a considerare l’arte come mio unico Dio e sovrano, e (vedo altresì) come lo sia (come sia altrettanto profondamente sbagliata) qualsiasi cosa che ciascun uomo desideri a suo discapito (il riferimento è ovviamente alla vanità delle passioni umane).

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Gli amorosi pensier, già vani e lieti,
che fien or, s’a duo morte m’avvicino?
D’una so ’l certo, e l’altra mi minaccia.

[vv. 9 – 11] I miei pensieri appassionati, da sempre vanitosi e leggeri, cosa diventeranno ora che mi avvicino ad una duplice morte (due morti: la morte del corpo e la morte dell’anima conseguente alla dannazione)? Di una di esse (la morte del corpo) sono sicuro, mentre l’altra (la morte conseguente all’eventuale dannazione) incombe su di me come una minaccia.


Né pinger né scolpir fie più che quieti
l’anima, volta a quell’amor divino
c’aperse, a prender noi, ’n croce le braccia.

[vv. 12 – 14] Né il dipingere, né lo scolpire ormai faranno sì che si plachi la mia anima, che ora è rivolta a quell’amore divino che sulla croce aprì le braccia per accoglierci (nella redenzione).