Archivio testo: I' mi trovai fanciulle un bel mattino

Parafrasi I’ mi trovai fanciulle un bel mattino

ANGELO POLIZIANO

I’ MI TROVAI FANCIULLE UN BEL MATTINO

– PARAFRASI DEL TESTO –


La ballata, sotto una trama di situazioni del tutto metaforiche, svolge il tema della celebrazione della giovinezza, della bellezza e dell’amore. Nella prima parte del testo il lettore viene introdotto nel ricordo di una giornata di maggio, che una fanciulla ha trascorso raccogliendo fiori in un delizioso giardino. Alla terza strofa, la constatazione della bellezza di un ciuffo di rose diventa occasione per una riflessione di carattere assoluto sulla fugacità della bellezza e sull’importanza di goderne fin quando è presente.


I’ mi trovai, fanciulle, un bel mattino
di mezzo maggio in un verde giardino.

[vv. 1 – 2] Oh fanciulle, in  un bel mattino, verso la metà del mese di maggio, io mi ritrovai in un verde giardino.


Eran d’intorno violette e gigli
fra l’erba verde, e vaghi fior novelli
azzurri gialli candidi e vermigli:
ond’io porsi la mano a côr di quelli
per adornar e’ mie’ biondi capelli
e cinger di grillanda el vago crino.

[vv. 3 – 8] Intorno a me, tra l’erba verde, c’erano violette e gigli, e graziosi fiori appena sbocciati, azzurri, gialli, bianchi e rossi, per cui io tesi la mano per cogliere alcuni di essi, per ornare i miei biondi capelli e per incoronare con una ghirlanda la bella chioma.


I’ mi trovai, fanciulle, un bel mattino.

[v. 9] Io mi ritrovai, oh fanciulle, in un bel mattino.


Ma poi ch’i’ ebbi pien di fiori un lembo,
vidi le rose e non pur d’un colore:
io colsi allor per empir tutto el grembo,
perch’era sì soave il loro odore
che tutto mi senti’ destar el core
di dolce voglia e d’un piacer divino.

[vv. 10 – 15] Ma appena io ebbi raccolto abbastanza fiori da riempire un lembo della mia veste, notai delle rose, e non di un colore soltanto (vale a dire, per litote, notai delle rose di molti colori), allora io corsi, per riempire con esse il mio grembo intero, perché il loro odore era così soave che io sentii che il mio cuore veniva risvegliato da un dolce desiderio e da un piacere sublime.

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I’ mi trovai, fanciulle, un bel mattino.

[v. 16] Io mi ritrovai, oh fanciulle, in un bel mattino.


I’ posi mente: quelle rose allora
mai non vi potre’ dir quant’eran belle;
quale scoppiava della boccia ancora;
qual’eron un po’ passe e qual novelle.
Amor mi disse allor: «Va’, co’ di quelle
che più vedi fiorite in sullo spino».

[vv. 17 – 22] Mi misi a riflettere: non sarei mai capace di descrivervi quanto fossero belle quelle rose in quel momento; qualcuna stava sbocciando proprio allora, alcune erano appena appassite, altre erano ancora nel bocciolo. Allora Amore mi disse: “Vai, e cogli quelle che maggiormente vedi fiorite sullo stelo spinoso (ossia quelle nel pieno della fioritura e dello splendore)”.


I’ mi trovai, fanciulle, un bel mattino.

[v. 23] Io mi ritrovai, oh fanciulle, in un bel mattino.


Quando la rosa ogni suo’ foglia spande,
quando è più bella, quando è più gradita,
allora è buona a metter in ghirlande,
prima che la sua bellezza sia fuggita:
sicché fanciulle, mentre è più fiorita,
cogliàn la bella rosa del giardino.

[vv. 24 – 29] Quando la rosa mette ogni suo petalo, nel momento in cui essa è più bella e più apprezzabile, quello è il momento in cui essa è perfetta per essere messa nelle ghirlande, prima che la sua bellezza appassisca: per cui, oh fanciulle, mentre essa è nel pieno della fioritura, raccogliamo la bella rosa del giardino!

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I’ mi trovai, fanciulle, un bel mattino
di mezzo maggio in un verde giardino.

[vv. 30 – 31] Oh fanciulle, in  un bel mattino, verso la metà del mese di maggio, io mi ritrovai in un verde giardino.