Archivio testo: I’ pur ascolto e non odo novella

Parafrasi I’ pur ascolto e non odo novella

FRANCESCO PETRARCA

I’ PUR ASCOLTO, E NON ODO NOVELLA

– PARAFRASI DEL TESTO –


I’ pur ascolto, e non odo novella

de la dolce et amata mia nemica,

né so ch’i’ me ne pensi o ch’i’ mi dica,

sí ’l cor tema et speranza mi puntella.

[vv. 1 – 4] Sono costantemente in ascolto e non odo mai alcuna notizia della dolce e amata mia nemica (Laura), né so che cosa pensare o dire al riguardo, per cui vengo punto sia dal timore, sia dalla speranza.


Nocque ad alcuna già l’esser sí bella;

questa piú d’altra è bella et piú pudica:

forse vuol Dio tal di vertute amica

tôrre a la terra, e ’n ciel farne una stella;

[vv. 5 – 8] Già per altre donne fu un danno l’essere così belle (Petrarca allude alle donne del mito, trasformate in stelle dagli dei, e forse, in maniera più specifica, a Callisto); e lei è più bella e più pudica d’ogni altra donna: forse Dio vuole togliere dal mondo terreno una tale amica della virtù per farne un astro nel cielo

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anzi un sole: et se questo è, la mia vita,

i miei corti riposi e i lunghi affanni

son giunti al fine. O dura dipartita,

[vv. 9 – 11] o anzi un sole: e se questo accade, la mia vita, i miei brevi riposi e i miei lunghi affanni, sono giunti alla fine (Petrarca potrebbe voler dire di sentire di non poter sopravvivere al dolore per la morte dell’amata, oppure potrebbe voler dire che la fine dell’amore significa per lui la fine della vita stessa, sottolineando così l’idea dell’amore per Laura come esperienza totalizzante). O crudele partenza,


perché lontan m’ài fatto da’ miei danni?

La mia favola breve è già compita,

et fornito il mio tempo a mezzo gli anni.

[vv. 12 – 14] perché mi hai allontanato dal mio male? (Nella finzione narrativa Petrarca compone questo sonetto mentre si trova in viaggio a Parma, lontano da Avignone e da Laura, e qui, a breve, lo raggiungerà la lettera dell’amico “Socrate” che informerà il poeta della morte dell’amata). La mia breve vita (per metafora fabula = rappresentazione teatrale, messa in scena, vicenda sceneggiata) è già giunta al termine, e il mio tempo è già scaduto a quarant’anni (a mezzo gli anni: alla morte di Laura, Petrarca ha 44 anni).