Archivio testo: Io son sì stanco sotto 'l fascio antico

Parafrasi Io son sì stanco sotto ‘l fascio antico

FRANCESCO PETRARCA

IO SON SÌ STANCO SOTTO ‘L FASCIO ANTICO

– PARAFRASI DEL TESTO –


Tema centrale del sonetto Io son sì stanco sotto ‘l fascio antico è il timore del poeta di non sapersi riscattare dalle colpe che ormai da lungo tempo lo opprimono (mancano tuttavia riferimenti espliciti alla passione amorosa). Alla gravità dell’argomento, Petrarca adegua un discorso di tono penitenziale ed esibiti richiami alla Scrittura.


Io son sì stanco sotto ‘l fascio antico
de le mie colpe et de l’usanza ria
ch’i’ temo forte di mancar tra via,
et di cader in man del mio nemico.

[vv. 1 – 4] Io sono così sfinito sotto il peso, che mi opprime da molti anni, delle mie colpe e della cattiva abitudine (l’abitudine all’errore e alla debolezza), che temo fortemente di soccombere (di venire a mancare) lungo la via (la via è quella verso la salvezza, dunque Petrarca sta dicendo che teme di morire prima di redimersi) e di cadere in mano del mio nemico (ossia il demonio).


Ben venne a dilivrarmi un grande amico
per somma et ineffabil cortesia;
poi volò fuor de la veduta mia,
sí ch’a mirarlo indarno m’affatico.

[vv. 5 – 8] Venne sì a liberarmi un grande amico (Cristo redentore) mosso dalla sua somma e indicibile generosità (non per merito del poeta); ma poi scomparve dalla mia vista, cosicché mi sforzo invano di rivederlo (vale a dire che il poeta sente di aver vanificato l’opera redentrice di Cristo).

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Ma la sua voce anchor qua giú rimbomba:
O voi che travagliate, ecco ‘l camino;
venite a me, se ‘l passo altri non serra.

[vv. 9 – 11] Ma la sua voce ancora risuona sulla terra: O voi che soffrite, ecco la via; venite a me, se qualcun altro (il peccato, il diavolo) non vi sbarra il cammino.


Qual gratia, qual amore, o qual destino
mi darà penne in guisa di colomba,
ch’i’ mi riposi, et levimi da terra?

[vv. 12 – 14] Quale grazia, quale amore, o quale destino, mi darà un paio d’ali simili a quelle d’una colomba, affinché io possa sollevarmi in cielo e ivi trovare riposo? (questa domanda traduce quasi letteralmente – salvo la scelta del trinomio – un verso del Salmo di David; da notare al v. 14  l’hysteron proteron che anticipando il vocabolo “riposo” pone in risalto il tema dell’aspirazione alla pace interiore).