Archivio testo: Lasso ben so che dolorose prede

Parafrasi Lasso, ben so che dolorose prede

FRANCESCO PETRARCA

LASSO, BEN SO CHE DOLOROSE PREDE

– PARAFRASI DEL TESTO –


L’indicazione cronologica del v. 13 sembrerebbe rinviare all’anniversario del 1341; tuttavia il tono del sonetto mal si accorda alla festosità dei giorni in cui Petrarca ricevette la laurea poetica. Per cui, volendo attribuire una funzione calendariale, oltre che simbolica, a quel numero, è preferibile ipotizzare una composizione negli ultimi mesi di quell’anno, quando una serie di lutti incrinarono la gioia per il riconoscimento ricevuto in aprile.


Lasso, ben so che dolorose prede
di noi fa quella ch’a nullo huom perdona,
et che rapidamente n’abandona
il mondo, et picciol tempo ne tien fede;

[vv. 1 – 4] Aimé, so bene quanto colei che non risparmia nessun uomo (la morte) ci renda prede dolenti, e quanto rapidamente il mondo (inteso come l’insieme delle cose terrene) ci abbandoni, restandoci fedele solo per poco tempo (Petrarca fa qui riferimento alla vanità di tutte le opere terrene dell’uomo);


veggio a molto languir poca mercede,
et già l’ultimo dí nel cor mi tuona:
per tutto questo Amor non mi spregiona,
che l’usato tributo agli occhi chiede.

[vv. 5 – 8] vedo che le molte pene sofferte (per amore) hanno trovato assai scarsa ricompensa e il giorno della morte, come un tuono, mi rimbomba ormai nel cuore: e nonostante tutto ciò Amore non mi libera dalla prigione, continuando a pretendere dagli occhi il consueto tributo (di lacrime).

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So come i dí, come i momenti et l’ore,
ne portan gli anni; et non ricevo inganno,
ma forza assai maggior che d’arti maghe.

[vv. 9 – 11] So come gli anni (vale a dire il tempo), scorrendo, ci portano via i giorni, le ore e i momenti, non mi inganno (ossia riesco a vedere la verità), e tuttavia subisco una forza (il desiderio amoroso) assai più potente della magia.


La voglia et la ragion combattuto ànno
sette et sette anni; et vincerà il migliore,
s’anime son qua giú del ben presaghe.

[vv. 12 – 14] Ragione e desiderio hanno combattuto fra loro per quattordici anni (è il tempo che Giacobbe sostenne la schiavitù di Laban per amore di Rachele); e vincerà il miglior combattente (ossia la ragione), se è vero che anche sulla terra vi sono anime (Petrarca allude qui alla propria anima) capaci di presagire il bene.