Archivio testo: L'aura serena che fra verdi fronde

Parafrasi L’aura serena che fra verdi fronde

FRANCESCO PETRARCA

L’AURA SERENA CHE FRA VERDI FRONDE

– PARAFRASI DEL TESTO –


Il sonetto L’aura serena che fra verdi fronde è unanimemente considerato il testo generatore di quella che viene definita “serie dell’aura”. La composizione risale probabilmente al periodo tra il 1342 e il 1345, mentre un profondo rimaneggiamento avviene intorno al 1368.


L’aura serena che fra verdi fronde
mormorando a ferir nel volto viemme,
fammi risovenir quand’Amor diemme
le prime piaghe, sí dolci profonde;

[vv. 1 – 4] L’aria serena (l’aura è senhal consueto di Laura) che frusciando tra le verdi fronde viene a colpirmi nel volto, mi fa ricordare il giorno in cui Amore mi colpì per la prima volta, procurandomi le prime ferite, così dolcemente profonde;


e ’l bel viso veder, ch’altri m’asconde,
che sdegno o gelosia celato tiemme;
et le chiome or avolte in perle e ’n gemme,
allora sciolte, et sovra òr terso bionde:

[vv. 5 – 8] e (il sogg è ancora l’aura, ossia la brezza) mi fa rivedere il bel viso (il viso di Laura) che altri (Laura stessa) mi nasconde, e che sdegno o gelosia mi tengono celato (Petrarca propone sdegno e gelosia come i due possibili moventi che spingono Laura a tenersi nascosta); e (mi fa rivedere) quelle chiome che ora sono raccolte in una cuffia ornata di perle e gemme preziose, e che invece all’epoca erano sciolte (al tempo dell’innamoramento) e più bionde dell’oro puro:

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le quali ella spargea sí dolcemente,
et raccogliea con sí leggiadri modi,
che ripensando ancor trema la mente;

[vv. 9 – 11] le quali chiome essa (il sogg. è ancora l’aura del v. 1) spargeva così dolcemente e raccoglieva in modi così leggiadri, che a ricordarlo ancora tremo (la mente che trema è uno stilema d’origine cavalcantiana);


torsele il tempo poi in piú saldi nodi,
et strinse ’l cor d’un laccio sí possente,
che Morte sola fia ch’indi lo snodi.

[vv. 12 – 14] il tempo le ha poi attorcigliate in nodi più saldi (Petrarca allude letteralmente al mutare dell’acconciatura con il sopraggiungere della maturità) e ha stretto il (mio) cuore di un laccio amoroso così resistente, che soltanto la morte potrà scioglierlo da lì (dal cuore; i nodi dei capelli diventano metafora del vincolo amoroso, per cui all’accresciuta solidità degli uni corrisponde quella dell’altro).