Archivio testo: Né mai pietosa madre al caro figlio

Parafrasi Né mai pietosa madre al caro figlio

FRANCESCO PETRARCA

NÈ MAI PIETOSA MADRE AL CARO FIGLIO

– PARAFRASI DEL TESTO –


Né mai pietosa madre al caro figlio

né donna accesa al suo sposo dilecto

die’ con tanti sospir’, con tal sospetto

in dubbio stato sí fedel consiglio,

[vv. 1 – 4] Nessuna madre affettuosa diede mai al caro figliolo, e nessuna moglie innamorata (accesa) diede mai al proprio diletto sposo, con altrettanti sospiri e con altrettanta preoccupazione, un così fidato consiglio in una condizione di pericolo,


come a me quella che ’l mio grave exiglio

mirando dal suo eterno alto ricetto,

spesso a me torna co l’usato affecto,

et di doppia pietate ornata il ciglio:

[vv. 5 – 8] come diede consiglio a me colei (Laura) che, osservando dal suo ricovero alto ed eterno (dal paradiso) il mio triste esilio (la vita terrena = esilio dalla patria celeste), spesso ritorna da me (in visione) col consueto affetto e con lo sguardo (ciglio per metonimia) ornato di una duplice pietà (ornata: accusativo di relazione o alla greca),

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or di madre, or d’amante; or teme, or arde

d’onesto foco; et nel parlar mi mostra

quel che ’n questo vïaggio fugga o segua,

[vv. 9 – 11] (ossia di una pietà che è) in un momento di madre e in un momento di amante; ed ella in un momento teme (come una madre), e in un altro momento arde d’un fuoco onesto (come un’amante), e con le sue parole mi indica ciò che in questo viaggio (exiglio: la vita terrena) io debba seguire o rifuggire,


contando i casi de la vita nostra,

pregando ch’a levar l’alma non tarde:

et sol quant’ella parla, ò pace o tregua.

[vv. 12 – 14] enumerando i pericoli della nostra vita terrena, pregandomi di non tardare a innalzare la mia anima (verso il cielo): e solamente quando ella parla, io ho pace, o almeno tregua.