Archivio testo: A ciascun'alma presa e gentil core

Riassunto A ciascun’alma presa e gentil core

DANTE ALIGHIERI

A CIASCUN’ALMA PRESA E GENTIL CORE

– RIASSUNTO –


La metrica


A ciascun’alma presa e gentil core è un sonetto di schema ABBA, ABBA, CDC, CDC.


L’antefatto


Il sonetto A ciascun’alma presa e gentil core è la formulazione in versi di un invito che Dante rivolge ai rimatori in volgare suoi contemporanei, affinché intervengano nell’interpretazione di un suo sogno. Il sogno in questione è quello che, nella finzione narrativa della Vita Nuova, si presenta a Dante nel giorno in cui per la prima volta riceve il saluto di Beatrice. Nel sogno compare Amore, nell’atto di porgere a Beatrice il cuore di Dante affinché la fanciulla se ne cibi. Al termine della scena Amore sale al cielo tra le lacrime portando con sé la giovane. Incapace di comprendere il significato della scena a cui ha assistito, Dante decide di consultare i poeti suoi colleghi. Il sonetto costituisce per l’appunto la formulazione in versi della richiesta che Dante invia.


Prima quartina


Dante si rivolge ai rimatori in volgare suoi contemporanei, designandoli “anime prese” e “cuori gentili” (entrambe perifrasi di ispirazione Stilnovista), porge loro il suo saluto, e spiega di essere interessato a ricevere un’opinione su una questione poco chiara.

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Seconda quartina


Comincia il resoconto del sogno: Dante informa gli interlocutori dell’orario della visione (le primissime ore del mattino) e ne indica il protagonista (Amore).


Prima terzina


Il racconto della visione entra nel vivo con l’introduzione dei primi enigmatici dettagli: Amore ha un aspetto lieto, tra le braccia sostiene Beatrice, addormentata in un drappo, e in una mano porta il cuore del poeta.


Seconda terzina


Viene narrato lo scioglimento della scena, che ne rappresenta anche la parte di più difficile comprensione: Amore sveglia Beatrice e le porge il cuore del poeta affinché ella se ne cibi; poi il dio va via tra le lacrime, portando con sé la fanciulla.

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La struttura epistolare


Dal punto di vista strutturale il testo rispetta lo schema in tre parti dettato dall’epistolografia (la disciplina che fissava le regole per la scrittura delle missive). Il testo infatti è strutturato come successione di

– salutatio (corrispondente al saluto iniziale),

– petitio (corrispondente alla richiesta di parere),

– narratio (corrispondente alla descrizione della visione).


I modelli


Sul piano del genere e dei modelli il testo presenta decisive affinità con i generi dialogati medievali, come la tenzone provenzale, o la quaestio in rima italiana.


Le marche dello Stilnovo


All’interno del testo si ritrovano due significative “marche” della maniera Stilnovista: la designazione “cuori nobili”  che Dante riserva agli altri rimatori volgari; la rappresentazione di Amore come dio terribile e potentissimo, ispirata all’iconografia ovidiana di Amore, già ripresa da Guinizzelli.