Archivio testo: Il significato del Convivio

Riassunto Il significato del Convivio

DANTE ALIGHIERI

IL SIGNIFICATO DEL CONVIVIO

dal CONVIVIO

RIASSUNTO

Il brano si apre con un riferimento alla Metafisica di Aristotele, dalla quale Dante riprende l’idea che tutti gli uomini tendono naturalmente a conoscere, perché la conoscenza è per loro il bene più alto e una naturale fonte di felicità.

L’enunciazione di questo principio introduce un lungo ragionamento, che serve a Dante come base per dichiarare il fine “divulgativo” del Convivio.

Il ragionamento di Dante è il seguente: sebbene tutti gli uomini siano animati da un naturale desiderio di conoscenza, la gran parte di essi resta esclusa dall’attività intellettuale per quattro tipi di impedimenti, dei quali:

– due sono determinati da cause “interne” all’uomo;

– due sono determinati da cause “esterne” all’uomo.

Pubblicità

Gli impedimenti “interni” sono:

1. Impedimenti alla conoscenza causati dal corpo (ossia causati dalle varie forme di menomazione che impediscono l’apprendimento);

2.  Impedimenti causati dall’animo (ossia causati dai vizi e dalla dissolutezza che allontanano dalla conoscenza).

Gli impedimenti “esterni” sono:

1. Impedimenti derivanti dalla necessità (come nel caso di tutti gli uomini che, impegnati nella cura della famiglia e nell’attività politica, non hanno né tempo, né modo di dedicarsi alla conoscenza);

2.  Impedimenti collegati alla pigrizia (come nel caso di tutti coloro che nascono lontano dai centri del sapere e non hanno la determinazione necessaria a superare questa difficoltà).

Questi impedimenti, uguali nei risultati, non sono tuttavia valutabili sullo stesso piano dal punto di vista della responsabilità morale: del tutto scusabile è per Dante la menomazione, come pure l’allontanamento dalla conoscenza per cure familiari e civili, meno scusabile è la pigrizia, non scusabile è la dedizione ai vizi.

Pubblicità

In ogni caso, conclude Dante, alla fine dei conti, coloro che si dedicano effettivamente all’esercizio della conoscenza, sono una minoranza assoluta degli esseri umani.

La rassegna esaustiva delle cause che tengono gli uomini lontani dagli studi, serve a Dante come base per indicare l’importanza della “divulgazione”: dopo aver esaltato la sorte dei pochi eletti che si nutrono di “pan degli angeli” (coloro che possono dedicarsi alla conoscenza) e commiserato coloro che sono costretti ad alimentarsi di “bestiale pastura” o di “herba et ghiande” (coloro che sono costretti a vivere nell’ignoranza), l’autore elogia l’attività dei divulgatori: uomini generosi, che spinti dalla naturale solidarietà tra esseri umani, condividono con i meno fortunati le verità di cui sono venuti in possesso attraverso lo studio; quindi, con una topica professione di modestia, Dante presenta se stesso come uno tra i più umili rappresentanti di questo gruppo di generosi.

A questo punto inizia la presentazione vera e propria del libro: riprendendo l’allegoria del sapere come cibo, l’autore afferma:

–  che il Convivio sarà come un banchetto di conoscenza che si rivolge a tutti gli uomini affamati di sapienza, ma impossibilitati a formarsi o dalle cure familiari e civili, o dal fatto di essere nati lontano dai centri del sapere (vengono invece esclusi i menomati e i dissoluti, ai quali l’opera è esplicitamente vietata).

Pubblicità

–  che gli elementi essenziali di questo banchetto saranno due: le poesie (che saranno il cibo vero e proprio), e il commento in prosa, che avrà la funzione di illustrare i significati allegorici delle poesie (e sarà come del pane d’accompagnamento, avente lo scopo di rendere più digeribile il cibo).

– che l’opera sarà come una tavola sulla quale si susseguiranno diverse portate, ed includerà in tutto quattordici canzoni di argomento amoroso o morale; queste canzoni saranno poesie già pubblicate da Dante in forma sparsa, molto apprezzate dal pubblico per l’elaborazione formale, ma non comprese fino in fondo, e il commento esplicativo avrà per l’appunto la funzione di andare a colmare questa lacuna nel pubblico.

La chiusura del brano viene dedicata a chiarire i rapporti tra la nuova opera, il Convivio, e la precedente Vita Nuova: Dante è preoccupato che l’enorme differenza di tono tra il vecchio libro, fervido e appassionato, e il nuovo, compunto e maturo, possa far credere che egli stia rinnegando la sua poesia amorosa. A questo proposito l’autore precisa che non è così, e che è semplicemente avvenuto che egli, maturando, abbia maturato i propri interessi. Per giunta, osserva Dante, anche le canzoni della Vita Nuova, sebbene siano state recepite come canzoni d’amore, contengono più livelli di lettura e questa nuova opera sarà l’occasione per mostrare i reali significati allegorici nascosti in quelle liriche giovanili.