Archivio testo: Melchisedech e il Saladino

Riassunto Melchisedech e il Saladino

GIOVANNI BOCCACCIO

MELCHISEDECH E IL SALADINO

dal DECAMERON

RIASSUNTO NOVELLA

Melchisedech e il Saladino è la terza novella della prima giornata del Decameron. La novella viene narrata da Filomena, su ordine di Pampinea, regina della giornata.

Riassunto breve

Saladino, sultano di Babilonia, avendo dato interamente fondo al proprio patrimonio, ed avendo un’impellente necessità di denaro, non trova altra soluzione che chiedere un prestito al giudeo Melchisedech, usuraio di Alessandria d’Egitto. Tuttavia il Saladino teme che l’avaro Melchisedech non gli conceda il prestito, per cui escogita una trovata per spogliarlo dei suoi beni indipendentemente dalla sua volontà, e in una maniera che abbia una qualche parvenza di legalità. Egli convoca Melchisedech e gli chiede quale sia il vero Dio: se quello dei cristiani, quello dei mussulmani o quello dei giudei; ponendo questa domanda, controversa e priva di una risposta univoca, il Saladino intende procedere contro Melchisedech qualunque cosa egli risponda. Melchisedech comprende le intenzioni del Saladino, e non si pronuncia a favore di nessuna delle tre fedi, bensì paragona la disputa religiosa ad una disputa per l’eredità tra tre figli amati nella stessa misura dal proprio padre, e tra i quali non è mai stato designato un unico erede legittimo. Il Saladino resta impressionato dall’accortezza di Melchisedech, e perciò decide di rivelargli apertamente il proprio bisogno di denaro. Melchisedech accetta di finanziare il Saladino, e questi lo prende come suo consigliere e gli offre grandi doni.

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Riassunto dettagliato

Saladino, sultano di Babilonia, avendo dato interamente fondo al proprio patrimonio, ed avendo un’impellente necessità di denaro, non trova altra soluzione che rivolgersi a Melchisedech: un ricco giudeo, che esercita l’attività di usuraio ad Alessandria d’Egitto.

Tuttavia, il Saladino è preoccupato dal fatto che Melchisedech, per la sua avarizia, possa non accettare di concedergli il prestito. Perciò, il sultano escogita un sistema per spogliare Melchisedech dei suoi  averi indipendentemente dalla sua volontà, e in un modo che abbia una qualche parvenza di legalità: egli convoca il giudeo, e gli chiede quale sia il vero Dio, se quello dei cristiani, quello dei mussulmani, o quello dei giudei. Ponendo questa domanda, controversa e priva di una risposta univoca, il Saladino intende procedere contro Melchisedech qualunque cosa egli risponda.

Melchisedech capisce l’inganno, e per uscire dalla difficile situazione apparecchiatagli dal sultano, si affida al racconto di una novella. Egli narra la storia di una famiglia, nella quale, per lunga tradizione, si usa designare il legittimo erede consegnandogli uno speciale anello.

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Tale tradizione viene interrotta allorché un padre della famiglia, incapace di stabilire quale tra i suoi tre figli ami di più, rinuncia alla scelta, fa fare tre copie perfette dell’anello, e ne consegna una a ciascuno dei suoi tre figli.

Alla morte del padre, i figli, accorgendosi di essere tutti in possesso di un anello, iniziano una insanabile diatriba su quale di loro sia il vero ed unico erede, con conseguenti liti ed inimicizie.

La medesima cosa, afferma Melchisedech, vale per le tre confessioni monoteiste.

Il Saladino, piacevolmente sorpreso dall’accortezza di Melchisedech, e dall’abilità con cui egli ha saputo salvarsi, decide di non procedere oltre con l’inganno, e chiedergli apertamente un aiuto finanziario. Il saggio Melchisedech acconsente volentieri. Allora, il sultano Saladino fa di Melchisedech il proprio consigliere, e gli offre grandi doni.