Archivio testo: Peronella

Riassunto Peronella

GIOVANNI BOCCACCIO

PERONELLA

dal DECAMERON

RIASSUNTO NOVELLA

Peronella è la seconda novella della settima giornata del Decameron. La novella viene narrata da Filostrato, su ordine di Dioneo, re della giornata.

Peronella è una giovane donna napoletana, molto bella e molto astuta, sposata ad un uomo estremamente semplice, che si guadagna da vivere facendo il muratore.

All’insaputa del marito, Peronella intrattiene una relazione con un giovane di bell’aspetto, il cui nome è Giannello Scrignario; e tutte le mattine, mentre il marito è a lavorare, la donna accoglie in casa Giannello, e si intrattiene con lui.

Un giorno, accade che il marito di Peronella rientra in casa prima del previsto, mentre la moglie è ancora in compagnia del suo amante. Còlta alla sprovvista, la donna fa nascondere Giannello dentro un orcio, si riassetta, e comincia una lunga sceneggiata, fingendosi indignata col marito, per il fatto che egli non sia andato al lavoro; il marito la rassicura; le spiega di non essere al lavoro perché, quel giorno, è la festa di San Galeone; infine la informa di essere in compagnia di un uomo al quale egli ha venduto, per cinque gigliati, il loro orcio: lo stesso nel quale la donna ha nascosto Giannello.

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Peronella, per evitare che il suo inganno venga smascherato, ricorre a tutta la sua astuzia, ed escogita una trovata sorprendente: dice al marito che quello stesso orcio è già stato venduto da lei, al prezzo di sette gigliati, ad un uomo che ora si trova all’interno del recipiente per verificarne l’integrità.

Il marito le crede e si rallegra per il buon guadagno, quindi congeda il suo compratore e va a conoscere quello trovato dalla moglie. A questo punto, Giannello esce dall’orcio, e si lamenta per il fatto che l’interno sia sporco. Peronella ordina al marito di entrare nel recipiente e pulirlo; e mentre brav’uomo esegue l’ordine, l’astuta giovane riprende a spassarsela con Giannello.

Quando il marito di Peronella ha terminato di pulire l’orcio, Giannello paga i sette gigliati, e se ne va via soddisfatto.