Archivio testo: Quanto possa la fortuna nelle cose umane e in che modo occorra resisterle

Riassunto Quanto possa la fortuna nelle cose umane e in che modo occorra resisterle

NICCOLÒ MACHIAVELLI

QUANTO POSSA LA FORTUNA NELLE COSE UMANE E IN CHE MODO OCCORRA RESISTERLE

dal PRINCIPE, CAPITOLO XXV (25)

RIASSUNTO

Nel Capitolo 25 del Principe, Machiavelli spiega:

– in quale misura le vicende umane siano determinate dalla sorte;

– in che maniera gli uomini possano tentare di far fronte ai mutamenti di fortuna;

– quanto sia importante per un Principe adeguare il proprio agire alle esigenze dei tempi;

– e fino a che punto ciò sia possibile.

Come prima cosa Machiavelli afferma che sarebbe sbagliato credere che la sorte decida per intero il destino degli uomini; più corretto, per l’autore, è ritenere che gli eventi siano determinati per metà dalla fortuna, e per metà dalle scelte degli uomini.

Per esemplificare i rapporti tra l’azione umana e la sorte, Machiavelli paragona quest’ultima ad un fiume in piena, che esprime al massimo grado la propria potenza là dove l’uomo non ha eretto argini ed interventi atti a contenerlo. Pertanto il fato, per Machiavelli, è una forza della quale l’uomo può quantomeno arginare la potenza, prendendo, a tempo debito, opportune misure contro di esso.

Pubblicità

In conclusione – dichiara Machiavelli – la fine della buona sorte di un Principe può arrivare a determinare il suo completo tracollo solo se egli ha fondato unicamente sulla buona sorte il proprio successo.

La seconda parte del Capitolo è anch’essa dedicata all’esame dei rapporti tra potere e sorte, ma considerati da un diverso punto di vista: assumendo come oggetto dell’analisi i mutamenti e le trasformazioni che la sorte innesca nel contesto d’azione del Principe.

Infatti – osserva Machiavelli – la sorte interviene nel rivolgimento dei tempi, che è un problema di fondamentale importanza per il Principe.

L’assunto da cui parte il ragionamento di Machiavelli è che, per il successo di un uomo, è di fondamentale importanza che ci sia armonia tra il suo modo di agire, e ciò che i tempi richiedono in quel preciso momento. Per questo, in momenti e contesti diversi, può accadere che lo stesso modo di agire conduca a risultati opposti, così come è possibile che modi di agire opposti conducano, in contesti diversi, allo stesso risultato.

Pubblicità

A riprova della sua teoria, Machiavelli cita l’esempio di Papa Giulio II Dalla Rovere, artefice di scelte del tutto sconsiderate e avventurose, e tuttavia fortunate, in quanto in perfetta armonia con i tempi, confusi e turbolenti.

In merito alla questione del rivolgimento dei tempi, la conclusione di Machiavelli è perciò che, poiché gli uomini non hanno la libertà di mutare a piacimento la loro indole e le scelte che essa li porta a compiere, essi non possono far altro che rassegnarsi alla forza della sorte, ma tenendo presente un dato: gli impetuosi hanno più possibilità di successo dei cauti, perché, spiega metaforicamente Machiavelli, la fortuna è donna, ed ama l’ardimento dei giovani.