Archivio testo: Talano d'Imolese

Talano d’Imolese in italiano moderno

GIOVANNI BOCCACCIO

TALANO D’IMOLESE

dal DECAMERON

VERSIONE IN ITALIANO MODERNO

RUBRICA: Talano d’Imolese sogna che un lupo squarcia la gola e il volto della moglie; così Talano avverte la donna di stare in guardia, ma lei non lo fa, ed il fatto accade.

Quando Panfilo ebbe terminato di raccontare la propria novella, e tutti ebbero elogiato l’assennatezza della donna, la regina della giornata dette ordine a Pampinea di raccontare la propria novella, e Pampinea cominciò a raccontare.

Già in altre occasioni, o graziose donne, abbiamo avuto modo di parlare delle verità che i sogni ci rivelano, verità che molte donne non tengono in alcuna considerazione; tuttavia, qualsiasi cosa abbiamo già detto al riguardo, non rinuncerò a narrarvi, in una novella molto breve, ciò che è accaduto ad una mia vicina non molto tempo fa, per non aver creduto ad un sogno che la riguardava, fatto da suo marito. Io non so se voi conosciate o meno Talano d’Imolese, un uomo molto rispettabile.

Talano aveva sposato una giovane il cui nome era Margherita, di straordinaria bellezza, ma anche molto più capricciosa di qualsiasi altra donna, scortese e scontrosa, che voleva sempre far tutto di testa sua, e voleva decidere anche per gli altri; e sebbene questi atteggiamenti fossero molto difficili da accettare per Talano, dal momento che egli non poteva porvi rimedio, li sopportava.

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Ora, una notte avvenne che, mentre Talano e Margherita si trovavano in campagna, in un podere di loro proprietà, durante il sonno, all’uomo parve di vedere in sogno sua moglie che passeggiava attraverso un bosco molto bello, lo stesso che si trovava non lontano dalla loro casa; e mentre Margherita passeggiava in questa maniera, da un certo punto del bosco usciva un lupo grosso e feroce, che immediatamente si lanciava contro di lei e la azzannava alla gola; a questo punto il lupo costringeva la donna a terra, e mentre lei si sforzava di gridare aiuto, il lupo la trascinava via; e quando alla fine Margherita riusciva a liberarsi dalle sue zanne, il lupo le aveva sfigurato completamente la gola e il volto.

Così Talano, la mattina seguente, appena si alzò dal letto, disse a sua moglie: “Moglie mia, sebbene tu sia a tal punto scontrosa, che io non ho mai avuto il privilegio di trascorrere un solo giorno in allegria con te, tuttavia a me dispiacerebbe che ti accadesse qualcosa di male; perciò, ti prego di seguire questo mio consiglio: non uscire di casa per tutto il giorno”. E poiché Margherita gli chiese spiegazioni, Talano le descrisse accuratamente quanto aveva sognato.

La donna, scuotendo il capo, disse: “Sogna il tuo male, chi ti vuole male! Tu fingi di volermi bene, ma sogni di me quello che vorresti che mi accadesse! E senza dubbio io, sia oggi, sia in futuro, mi guarderò bene dal darti la soddisfazione di vedermi vittima di questo o di qualche altro danno”. Allora Talano disse: “Sapevo bene che avresti risposto così, del resto è questa la ricompensa per chi va a toccare la tigna. Tuttavia, pensa pure ciò che vuoi. Per quanto mi riguarda, io ho parlato a fin di bene, e torno a ripeterti il mio consiglio, che è di startene a casa per oggi, o quantomeno di evitare di andare nel nostro bosco”.

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La donna rispose: “Ebbene, è quello che farò”. E poi cominciò a dire tra sé e sé: “Ma tu guarda costui: crede che, ricorrendo all’astuzia, sia riuscito ad insinuare in me la paura di andare oggi nel nostro bosco! Senz’altro egli ha dato appuntamento lì a qualche sciagurata, e teme che io li sorprenda. Così egli potrà fare il suo comodo, ed io mi dimostrerei davvero una povera sciocca che non lo conosce se mi fidassi di lui! Ma può stare pur certo che la cosa non gli riuscirà! Io voglio assolutamente vedere, a costo di passare l’intera giornata nel bosco, che cosa egli stia trafficando!”. E dopo aver fatto queste considerazioni, appena Talano uscì di casa, passando da uno dei lati dell’abitazione, immediatamente Margherita uscì dal lato opposto, e senza perdere un attimo, quanto più silenziosamente riuscì a fare, si infilò nel bosco, e si andò a nascondere nella parte dove esso era più fitto, stando vigile e guardando ora da un parte ora dall’altra, per vedere chi sarebbe arrivato.

Ma mentre stava appostata in questa maniera, senza avere il minimo timore del lupo, ecco uscire vicino a lei, da una macchia di vegetazione più fitta delle altre, un lupo grande e terribile; Margherita, dopo che l’ebbe visto, non fece neppure a tempo a dire: “Signore mio, aiutami!”, che il lupo le era già saltato alla gola, e tenendola ben stretta, l’aveva cominciata a trascinare via come fosse stata un agnellino.

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La donna non riusciva a gridare per via della stretta alla gola, né poteva aiutarsi in altro modo; e il lupo, che continuava a trascinarla, sarebbe senza dubbio riuscito a strangolarla, se non si fosse imbattuto in un gruppo di pastori, i quali, cominciando a gridare, costrinsero l’animale a lasciare andare la donna; gli stessi pastori, dopo che ebbero riconosciuta la povera sciagurata, la accompagnarono a casa; qui, dopo lunghe cure, i medici riuscirono a salvarla, tuttavia la gola e una parte del viso le rimasero sfigurati al punto che, se prima era bella, da allora in avanti risultò bruttissima e rovinata.

Da quel momento in poi, Margherita, avendo vergogna di comparire nei luoghi nei quali potesse essere vista, più volte pianse amaramente pentendosi della propria diffidenza, e del fatto di non aver voluto credere al sogno del marito, quando crederci non le sarebbe costato assolutamente nulla.