Archivio testo: Captain Ahab

Traduzione Captain Ahab

HERMAN MELVILLE

CAPTAIN AHAB

– da MOBY DICK – CHAPTER 12 –

– TRADUZIONE IN ITALIANO –

“Hark ye (you) yet again, – the little lower layer. All visible objects, man, are but as pasteboard masks. But in each event – in the living act, the undoubted deed – there, some unknown but still reasoning thing puts forth the mouldings of its features from behind the unreasoning mask.

“Ascolta ancora una volta, la parola un po’ più profonda. Tutti gli oggetti visibili, amico, sono solo maschere di cartone (pasteboard). Ma in ogni evento – nell’atto vivo, nell’azione non esitante – là, qualcosa di sconosciuto, ma sempre ragionevole, mostra (to put forth: “proporre, presentare”) le forme dei suoi lineamenti (ossia: “le sue fattezze”) da dietro la stupida maschera.

If man will strike, strike through he mask! How can the prisoner reach outside except by thrusting through the wall? To me, the white whale is that wall, shoved near to me. Sometimes I think there’s naught beyond. But ‘tis enough. He tasks me; he heaps me;

Se l’uomo vuole colpire, colpisca al di là della sua maschera! Come può il prigioniero evadere (lett.: “raggiungere l’esterno”) se non forzando il muro (lett.: “spingendo attraverso il muro”)? Per me, la balena bianca è quel muro, spinto vicino a me. Qualche volta penso che dietro non ci sia nulla. Ma è abbastanza. Mi rende esausto, mi opprime;

I see in him outrageous strength, with an inscrutable malice sinewing it. That inscrutable thing is chiefly what I hate; and be the white whale agent, or be the white whale principal, I will wreak that hate upon him. Talk not to me of blasphemy, man; I’d strike the sun if it insulted me.

In essa io vedo una forza oltraggiosa, con una malizia imperscrutabile che l’innerva (sinewing it). Quella cosa imperscrutabile è ciò che odio più di tutto. Forse la balena bianca è il mandatario, o forse la balena bianca è il mandante, ma io sfogherò questo mio odio su di lei. Non mi parlare di blasfemia, amico, colpirei il sole se mi insultasse.

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For could the sun do that, then could I do the other; since there is ever a sort of fair play herein, jealousy presiding over all creations. But not my master, man, is even that fair play. Who’s over me? Truth hath no confines. Take off thine eye! More intolerable than fiends’ glarings is a doltish stare!

Perché se il sole potesse farlo (ossia: “se il sole potesse insultarmi”), allora io potrei fare il resto (ossia: “allora io potrei colpirlo”); perché c’è sempre una specie di lealtà in questo (herein: “qui”), la gelosia presiede su tutte le creazioni. Ma neanche quel gioco leale è mio padrone, amico (ossia: “io non mi sento soggetto neanche a quella lealtà”). Chi c’è sopra di me? La verità non ha confini. Via quello sguardo! Più intollerabile dell’occhiata del demonio è uno sguardo stupido!

So, so; thou reddenest and palest; my heat has melted thee to anger-glow. But look ye, Starbuck, what is said in heat, that thing unsays itself. There are men from whom warm words are small indignity. I meant not to incense thee. Let it go.

Ecco, così arrossisci e impallidisci: il mio calore ti ha sconvolto fino a farti bruciare di rabbia. Ma guarda, Starbuck, ciò che è detto per rabbia è una cosa che nega se stessa. Ci sono uomini le cui parole appassionate sono un piccolo affronto. Non era mia intenzione provocarti (to incense thee). Lasciamo perdere (ossia: “Dimentichiamo”).

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Look! see yonder Turkish cheeks of spotted tawn – living, breathing pictures painted by the sun. The Pagan leopards – the unrecking and unworshipping things, that live; and seek, and give no reasons for the torrid life they feel! The crew, man, the crew!

Guarda! Vedi là (yonder) le facce turche chiazzate dal sole: quadri che vivono e respirano, dipinti dal sole. I leopardi pagani: esseri (lett.: “cose”) senza pensiero e senza religione, che vivono; e cercano e non danno ragioni per la torrida vita che sentono. L’equipaggio, amico, l’equipaggio!

Are they not one and all with Ahab, in this matter of the whale? See Stubb! he laughs! See yonder Chilian! he snorts to think of it. Stand up amid the general hurricane, thy one tost sapling cannot, Starbuck! And what is it? Reckon it. ‘Tis but to help strike a fin; no wondrous feat for Starbuck.

Non sono forse tutt’uno con Achab, in questa faccenda della balena? Guarda Stubb. Ride! Guarda laggiù quel cileno! Egli sbuffa a pensarci. Stare in mezzo all’uragano generale: il tuo alberello (ossia: “il tuo fragile albero”) sballottato non è capace, Starbuck! E di che si tratta? Pensaci. Si tratta di aiutare a colpire una pinna (fin); non è una grande impresa per Starbuck (lett.: “nessuna impresa stupefacente per Starbuck”).

What is it more? From this one poor hunt, then, the best lance out of all Nantucket, surely he will not hang back, when every foremast-hand has clutched a whetstone? Ah! constrainings seize thee; I see! the billow lifts thee!

Che cosa c’è di più? Da questa piccola caccia, allora, la migliore lancia di Nantucket sicuramente non si tirerà indietro, quando ogni mano di marinaio avrà afferrato una cote (una “cote” è una pietra per affilare). Ah, gli impulsi ti afferrano, lo vedo! L’onda ti solleva!”

Speak, but speak! – Aye, aye! thy silence, then, that voices thee. (Aside) something shot from my dilated nostrils, he has inhaled it in his lungs. Starbuck now is mine; cannot oppose me now, without rebellion.

Parla, parla almeno! Capisco, capisco. Allora il tuo silenzio è quello che vuoi dire (lett.: “è quello che ti dà voce”). (A parte): Qualcosa partito dalle mie narici dilatate egli l’ha aspirato nei suoi polmoni. Ora Starbuck è mio; ora non mi si può opporre senza ammutinarsi.