Archivio testo: Catherine's ghost

Traduzione Catherine’s ghost

EMILY BRONTE

CATHERINE’S GHOST

– da WUTHERING HEIGHTS – CHAPTER 3 –

– TRADUZIONE IN ITALIANO –

IL TESTO

Il brano Catherines’s ghost (ossia: “Il fantasma di Catherine”), tratto dal Capitolo 3 del romanzo Wuthering heights, contiene il racconto di un incubo che turba il sonno di Lockwood, voce narrante del romanzo, durante la notte in cui il gentiluomo alloggia come ospite a Wuthering Heights, nella casa di Heathcliff. Nel corso di questo incubo, Lockwood ha l’impressione di veder bussare alla propria finestra il fantasma di una bambina, che dichiara di chiamarsi Catherine, dice di aver vagato smarrita nella brughiera per oltre vent’anni, e lo prega di essere lasciata entrare.

Il brano si colloca nelle prime pagine del romanzo. Il ricco gentiluomo di città Mr Lockwood, in fuga da una delusione sentimentale, ha affittato una dimora nella brughiera inglese, nel North Yorkshire. La casa affittata dal signor Lockwood, Thrushcross Grange, è una proprietà appartenente al signor Heathcliff, e si trova nelle vicinanze di una sorta di fattoria o casa colonica chiamata Wuthering Heights, nella quale Heathcliff risiede. Poco dopo essere giunto nel North Yorkshire, Lockwood si reca a fare la conoscenza del padrone di casa e lo scopre un uomo burbero e ombroso. L’indomani, al termine di una seconda visita, poiché all’esterno ha incominciato ad imperversare una tempesta, a Lockwood viene concesso il permesso di passare la notte a Wuthering Heights. Per trascorrere la notte, la domestica Zillah conduce Lockwood in una camera piena di strani segni e graffiti incisi sul muro, e di diari, nei quali ricorre spesso il nome “Catherine”. Lockwood, non riuscendo a prendere sonno, si dedica per un po’ alla lettura dei graffiti sul muro e dei diari; poi, quando finalmente si addormenta, il suo sonno è turbato da incubi via via più spaventosi, che culminano con l’apparizione dello “spettro” di una bambina dal nome di Catherine. La bambina bussa sui vetri della finestra della stanza, e prega Lockwood che la lasci entrare. Il gentiluomo, terrorizzato, si mette a gridare, ed Heathcliff si precipita nella stanza. Il padrone di casa resta dapprima atterrito dall’accaduto, quindi s’infuria ed esprime profonda irritazione per il fatto che all’ospite sia stata assegnata proprio quella stanza.

TRADUZIONE IN ITALIANO

This time, I remembered I was lying in the oak closet, and I heard distinctly the gusty wind, and the driving of the snow;

Questa volta (ossia: “in questo nuovo incubo”) mi ricordavo di trovarmi nello stanzino di quercia e sentivo (to hear: “ascoltare, sentire, udire”) distintamente il vento a raffiche e il turbinare della neve;

I heard, also, the fir bough repeat its teasing sound, and ascribed it to the right cause: but it annoyed me so much, that I resolved to silence it, if possible;

Sentivo anche il ramo d’abete ripetere il suo suono tormentoso, e lo attribuivo alla sua vera causa: ma mi infastidiva così tanto che decisi di farlo tacere, se possibile;

and, I thought, I rose and endeavoured to unhasp the casement. The hook was soldered into the staple: a circumstance observed by me when awake, but forgotten.

mi parve di alzarmi, e cercai di aprire la finestra a battenti. Il gancio era saldato nella toppa: una cosa (circumstance: “circostanza, condizione”) che avevo osservato quando ero sveglio, ma che avevo dimenticato (lett.: “una cosa osservata da me quando sveglio, ma dimenticata”).

‘I must stop it, nevertheless!’ I muttered, knocking my knuckles through the glass, and stretching an arm out to seize the importunate branch; instead of which, my fingers closed on the fingers of a little, ice-cold hand!

“Lo devo fermare a qualsiasi costo!” borbottai battendo le nocche sul vetro, e allungando un braccio fuori per afferrare il ramo importuno; al posto di esso (del ramo) le mie dita si strinsero sulle dita di una piccola, gelida mano!

The intense horror of nightmare came over me: I tried to draw back my arm, but the hand clung to it, and a most melancholy voice sobbed, ‘Let me in—let me in!’

L’intenso orrore dell’incubo mi sopraffece: tentai di ritirare il mio braccio, ma la mano si aggrappò ad esso, ed una voce molto malinconica singhiozzò: “Lasciami entrare, lasciami entrare!”

Pubblicità

‘Who are you?’ I asked, struggling, meanwhile, to disengage myself. ‘Catherine Linton,’ it replied, shiveringly (why did I think of Linton? I had read Earnshaw twenty times for Linton) ‘I’m come home: I’d lost my way on the moor!’

“Chi sei?” chiesi, lottando, nel frattempo, per liberarmi. “Catherine Linton” rispose, con un tremito (shiveringly) (perché pensai a Linton? Avevo letto Earnshaw venti volte per un solo Linton). “Sono tornata a casa: avevo smarrito la strada sulla brughiera!”

As it spoke, I discerned, obscurely, a child’s face looking through the window. Terror made me cruel; and, finding it useless to attempt shaking the creature off, I pulled its wrist on to the broken pane, and rubbed it to and fro till the blood ran down and soaked the bedclothes:

Mentre parlava, scorgevo, vagamente, un viso infantile che guardava attraverso la finestra. Il terrore mi rese crudele; e trovando inutile il tentativo di scrollarmi la creatura di dosso, tirai il suo polso sul vetro rotto e lo strofinai avanti e indietro finché il sangue colò e inzuppò le lenzuola:

still it wailed, ‘Let me in!’ and maintained its tenacious gripe, almost maddening me with fear. ‘How can I!’ I said at length. ‘Let me go, if you want me to let you in!’

Lei continuava a gemere: “Lasciami entrare!” e manteneva la sua presa tenace, quasi facendomi impazzire dalla paura. “Come posso farlo?” dissi alla fine. “Lasciami andare, se vuoi che ti lasci entrare!”

The fingers relaxed, I snatched mine through the hole, hurriedly piled the books up in a pyramid against it, and stopped my ears to exclude the lamentable prayer. I seemed to keep them closed above a quarter of an hour; yet, the instant I listened again, there was the doleful cry moaning on! ‘Begone!’ I shouted.

Le dita allentarono (la presa), e io sottrassi le mie attraverso il buco (nel vetro), accatastai frettolosamente una piramide di libri contro di esso e mi tappai le orecchie per non sentire la supplica lamentosa. Mi sembrò di tenerle chiuse per più di un quarto d’ora; eppure, nell’istante stesso in cui ripresi ad ascoltare (lett. “in cui ascoltai di nuovo”), c’era il grido dolente che continuava a lamentarsi! “Sparisci!”, gridai.

Pubblicità

‘I’ll never let you in, not if you beg for twenty years.’ ‘It is twenty years,’ mourned the voice: ‘twenty years. I’ve been a waif for twenty years!’ Thereat began a feeble scratching outside, and the pile of books moved as if thrust forward. I tried to jump up; but could not stir a limb; and so yelled aloud, in a frenzy of fright.

“Non ti lascerò mai entrare, neppure se supplicherai per vent’anni”. “Sono vent’anni!” gemette (mourned: “si lamentò”) la voce: “Vent’anni. Sono stata una derelitta per vent’anni. Iniziò allora un debole grattare all’esterno e il cumulo di libri si mosse come spinto in avanti. Provai a saltare, ma non riuscivo a muovere un muscolo; e così gridai forte, in un attacco di terrore.

To my confusion, I discovered the yell was not ideal: hasty footsteps approached my chamber door; somebody pushed it open, with a vigorous hand, and a light glimmered through the squares at the top of the bed.

Nella mia confusione, mi resi conto che urlare non era stata una buona idea (lett. “mi resi conto che l’urlo non era la cosa ideale”): passi frettolosi si avvicinavano alla porta della mia camera; qualcuno la aprì con mano vigorosa (ossia: “con forza, con una spinta vigorosa”) ed una luce brillò attraverso i riquadri in cima al letto.

I sat shuddering yet, and wiping the perspiration from my forehead: the intruder appeared to hesitate, and muttered to himself.

Mi misi a sedere mentre ancora rabbrividivo, e mi asciugavo il sudore dalla fronte; l’intruso sembrava esitare, e borbottò qualcosa tra sé.

At last, he said, in a half-whisper, plainly not expecting an answer, ‘Is anyone here?’ I considered it best to confess my presence; for I knew Heathcliff’s accents, and feared he might search further, if I kept quiet. With this intention, I turned and opened the panels. I shall not soon forget the effect my action produced.

Infine disse, in un mezzo sussurro, evidentemente senza aspettarsi una risposta: “C’è qualcuno qui?” considerai che la cosa migliore sarebbe stata confessare la mia presenza perché avevo riconosciuto la voce di Heathcliff e temevo che avrebbe cercato più a fondo se fossi rimasto in silenzio. Con questa intenzione, mi girai e aprii i pannelli. Non dimenticherò presto l’effetto che produsse la mia azione.

Pubblicità

Heathcliff stood near the entrance, in his shirt and trousers; with a candle dripping over his fingers, and his face as white as the wall behind him. The first creak of the oak startled him like an electric shock: the light leaped from his hold to a distance of some feet, and his agitation was so extreme, that he could hardly pick it up.

Heathcliff era in piedi vicino l’ingresso (della camera), in camicia e pantaloni, con una candela che gli gocciolava sulle dita e la faccia bianca come il muro dietro di lui. Il primo scricchiolio del legno (oak: “quercia”) lo fece trasalire come per una scossa elettrica: la candela (lett. “la luce”) gli schizzò dalle mani (lett. “balzò dalla presa”) a una distanza di qualche piede, e la sua agitazione era così estrema che egli cercava con difficoltà di tenerla a freno.

‘It is only your guest, sir,’ I called out, desirous to spare him the humiliation of exposing his cowardice further. ‘I had the misfortune to scream in my sleep, owing to a frightful nightmare. I’m sorry I disturbed you.’

“È solo il vostro ospite, signore” gridai desideroso di risparmiargli l’umiliazione di mostrare la sua vigliaccheria ulteriormente. “Ho avuto la sventura di gridare nel sonno, a causa di un sogno spaventoso. Mi dispiace di avervi disturbato”.

‘Oh, God confound you, Mr. Lockwood! I wish you were at the—’ commenced my host, setting the candle on a chair, because he found it impossible to hold it steady. ‘And who showed you up into this room?’ he continued, crushing his nails into his palms, and grinding his teeth to subdue the maxillary convulsions. ‘Who was it? I’ve a good mind to turn them out of the house this moment!’

“Oh, che dio vi maledica, Mr. Lockwood! Vorrei che foste al … “così cominciò il mio padrone di casa, posando la candela su una sedia, perché si accorse che non riusciva a (lett. “perché egli trovò impossibile”) tenerla ferma. “E chi vi ha condotto in questa stanza?” continuò, conficcando le unghie nelle mani (ossia: “stringendo i pugni fino quasi a conficcarsi le unghie nella pelle”) e digrignando i denti per controllare il tremito della mascella. “Chi è stato? Ho una gran voglia di cacciarli di casa in questo stesso istante! […]

Scarcely were these words uttered when I recollected the association of Heathcliff’s with Catherine’s name in the book, which had completely slipped from my memory, till thus awakened.

Aveva appena pronunciato (uttered) queste parole (lett.: “Queste parole erano state a stento pronunciate”), quando ricordai che il nome di Heathcliff era unito (lett. “associato”) con quello di Catherine nel libro, cosa che era completamente scivolata via dalla mia memoria, e che ora veniva rievocata così.

Pubblicità

I blushed at my inconsideration: but, without showing further consciousness of the offence, I hastened to add ‘The truth is, sir, I passed the first part of the night in …

Arrossii alla mia sconsideratezza, ma senza mostrare ulteriormente la consapevolezza dell’offesa, mi affrettai ad aggiungere: “La verità è, signore, che ho trascorso (passed: “passato”) la prima parte della notte a …”

‘Here I stopped afresh – I was about to say ‘perusing those old volumes,’ then it would have revealed my knowledge of their written, as well as their printed, contents; so, correcting myself, I went on ‘in spelling over the name scratched on that window-ledge. A monotonous occupation, calculated to set me asleep, like counting, or’

A questo punto mi fermai di nuovo, stavo per dire: “ad analizzare quei vecchi volumi”, il che avrebbe rivelato che ne conoscevo il contenuto manoscritto, oltre al loro contenuto a stampa (lett.: “che avrebbe rivelato la mia conoscenza del loro contenuto sia manoscritto che stampato”); perciò, correggendomi continuai: “… decifrando il nome inciso su quel davanzale. Un’occupazione monotona, studiata (ossia: “scelta”) per farmi addormentare, come il contare o …”

‘What can you mean by talking in this way to me!’ thundered Heathcliff with savage vehemence. ‘How—how dare you, under my roof? – God! he’s mad to speak so!’ And he struck his forehead with rage.

“Come vi permettete di parlarmi in questo modo?” tuonò Heathcliff con selvaggia veemenza. “Come, come osate, (farlo) sotto il mio tetto? Dio! È pazzo per parlare così!” E si batté la fronte con rabbia!