Archivio testo: Frankenstein and the Godwinian novel

Traduzione Frankenstein and the Godwinian novel

GRAHAM ALLEN

FRANKENSTEIN AND THE GODWINIAN NOVEL

– da SHELLEY’S FRANKENSTEIN –

– TRADUZIONE IN ITALIANO –

Frankenstein e il romanzo godwiniano. Frankenstein sfida i suoi lettori a immaginare come nel mondo si possa realizzare la razionalità con più successo. In questo senso, Frankenstein mostra anche un’altra importante caratteristica del romanzo godwiniano, poiché mette al centro il giudizio razionale del lettore. Nel romanzo tre narratori parlano al lettore in prima persona senza che nessuno, dall’esterno, accordi le frequenti contraddizioni tra loro o ne giudichi le prospettive completamente personali. Questo genera, come molti critici hanno notato, un romanzo che pone un’enorme enfasi sulle risposte interpretative personali del lettore. […]

Di base, come i suoi primi critici hanno riconosciuto, Frankenstein è un romanzo godwiniano. In modo sottile e significativo, comunque, presenta un’indeterminatezza di significato che lo distingue dagli esempi precedenti di tale forma narrativa. Esso (il romanzo Frankenstein) si discosta dal modello godwiniano anche per un altro punto molto importante. Frankenstein, infatti, non si limita ad impiegare le figure formali del romanzo gotico, al fine di fornire una visione, realistica e politicamente impegnata, delle “cose come esse sono”, secondo la tecnica classica del romanzo godwiniano. In Frankenstein l’ambito del gotico e l’ambito del “reale” (ossia l’effettivo ordine sociale e rappresentativo) sono mescolati, fatti per confondersi l’uno con l’altro. Una volta che Frankenstein ha creato che la sua creatura, questa esiste nella realtà di ogni giorno.

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Frankenstein, attraverso questo conflitto di generi formali (ossia attraverso il conflitto fra il genere realistico e quello gotico), cerca di scardinare una serie di opposizioni che gli uomini stabiliscono con il loro senso di razionalità, secondo la logica e l’ordine: le opposizioni fra il razionale e l’irrazionale, il reale e il fantastico, il plausibile e il non plausibile, i fatti e la finzione, nonché l’opposizione dell’empirico e dell’esperienziale contro l’immaginazione e l’immateriale. Alla luce di ciò, Frankenstein può essere interpretato come un’opera che porta il romanzo godwiniano (mettendo a confronto le forme realistiche e le forme gotiche), a un livello differente, in cui sono messe in discussione quelle opposizioni fondamentali sulle quali noi costruiamo il nostro senso dell’ordine e della razionalità. Questa visione induce a non confinare Frankenstein nell’ambito dei romanzi gotici non politici. Al contrario, il romanzo della Shelley esprime una grande profondità filosofica e politica che ci mette a confronto con il mistero.

L’opera della Shelley suggerisce che noi possiamo allargare la nostra visione del mondo sia individuale che sociale, se proviamo a porci queste profonde ed inquietanti domande: “Siamo razionali quanto noi crediamo di essere? Qual è il limite della nostra compassione e della nostra capacità di identificarci nell’altro? Siamo in grado di prendere atto del mostruoso dentro noi stessi? ”