Archivio testo: Iago’s jealousy

Traduzione Iago’s jealousy

WILLIAM SHAKESPEARE

IAGO’S JEALOUSY

– da OTHELLO – ACT II, SCENE I –

– TRADUZIONE IN ITALIANO –

IL TESTO

Il testo Iago’s jealousy (in traduzione: “La gelosia di Iago”) è un estratto dal secondo atto dell’Otello (Othel), e contiene la scena in cui Iago partorisce il piano di condurre Otello alla follia insinuando in lui il sospetto che Desdemona lo tradisca con Cassio.

POSIZIONAMENTO NELLA STORIA: Il moro Otello, generale al servizio della Repubblica di Venezia, ha conquistato l’amore della giovane Desdemona, figlia di un senatore veneziano, e l’ha sposata all’insaputa del padre di lei. Iago, un soldato agli ordini di Otello, nutre per il moro un odio viscerale, perché è convinto che egli sia andato al letto con sua moglie Emilia, ed è risentito per essersi vista negata una promozione di grado che Otello ha preferito concedere al personaggio di Cassio. Determinato a rovinare Otello, per prima cosa Iago cerca di ottenere che Brabanzio, il padre di Desdemona, scoprendo la relazione tra Otello e la figlia, vi metta termine, causando così l’infelicità del moro. La manovra tuttavia fallisce, perché quando Brabanzio accusa Otello alle autorità di aver stregato Desdemona, la sua denuncia viene respinta. A questo punto Iago cerca un’altra via per rovinare Otello, e, meditando, escogita il piano che determinerà il corso successivo della tragedia: condurre Otello alla pazzia con lo strumento della gelosia. La scena contenuta nel testo Iago’s jealousy si inserisce esattamente a questo punto della vicenda e riporta il momento in cui Iago, in un soliloquio con sé stesso, partorisce il proprio piano.

Il monologo di Iago contiene il ragionamento con cui, nella mente del personaggio, prende progressivamente forma il piano di portare Otello alla pazzia scatenando in lui la gelosia nei confronti di Desdemona e Cassio. Questo ragionamento si articola in quattro parti. Nella prima parte il piano ancora non esiste, e Iago considera tra sé e sé alcuni dati di fatto che egli riscontra nei comportamenti di Cassio e Desdemona: Cassio sembra innamorato di Desdemona, e anche Desdemona potrebbe sembrare innamorata di Cassio. Nella seconda parte Iago, sotto la spinta della volontà di rivalsa che lo assilla per il fatto di credere che sua moglie l’abbia tradito con Otello, valuta l’ipotesi di sedurre Desdemona, allo scopo di infliggere ad Otello quella stessa mortificazione che Otello ha inflitto a lui. L’ipotesi è destinata ad essere scartata, ma l’essersi soffermato sulla propria lacerante gelosia fa scintillare nella mente di Iago l’idea che quella gelosia, di cui egli conosce bene il tormento, è probabilmente l’arma migliore che egli possa usare per far soffrire Otello. Si apre quindi un terzo stadio della riflessione, in cui Iago mette insieme i pezzi e il suo piano prende forma: servirsi di Cassio per scatenare la gelosia di Otello, e servirsi di Roderigo per manipolare Cassio. Così il pensiero di Iago giunge al quarto stadio: il compiacimento entusiasta per il piano architettato, accompagnato dal proponimento di metterlo subito in atto con la massima doppiezza e circospezione.

Traduzione

IAGO:

That Cassio loves her, I do well believe it;

that she loves him, ‘tis apt, and of great credit.

The Moor, – howbeit that I endure him not, –

is of a constant, loving, noble nature,

and, I dare think, he’ll prove to Desdemona

a most dear husband.

Che Cassio ami lei (ossia: “Che Cassio ami Desdemona”), io lo credo bene; che lei ami lui, questo è possibile e molto verosimile. Il Moro, – benché io non lo sopporti, – è (un uomo) dall’indole affidabile, affettuosa, gentile, e io oso credere che egli si dimostrerà un marito estremamente caro per Desdemona.

Now, I do love her too;

not out of absolute lust, – though peradventure

I stand accountant for as great a sin, –

but partly led to diet my revenge,

for that I do suspect the lusty Moor

hath leaped into my seat: the thought whereof

doth, like a poisonous mineral, gnaw my inwards,

Ebbene, anche io la amo; non per vera concupiscenza, – per quanto, forse, mi si accusi di questo grave peccato, – ma in parte (perché) spinto a soddisfare la mia vendetta, poiché io sospetto che il vigoroso Moro sia saltato in sella alla mia giumenta: il pensiero di ciò mi rode le viscere come un filtro velenoso;

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and nothing can or shall content my soul

till I am evened with him, wife for wife;

or, failing so, yet that I put the Moor

at least into a jealousy so strong

that judgment cannot cure. Which thing to do,

if this poor trash of Venice, whom I leash

for his quick hunting, stand the putting on,

I’ll have our Michael Cassio on the hip,

e niente può o potrà appagare il mio animo se non faccio pari e patta con lui, moglie per moglie; oppure, se fallisco in questo modo (ossia: “se fallisco per questa via”), che almeno io precipiti il Moro in una gelosia così forte che la ragione non la possa dominare. Per questo scopo, se il miserabile (Roderigo) di Venezia, che io tengo a freno nella sua caccia impaziente, si presterà al mio gioco, io avrò il nostro Michele Cassio in mia balìa;

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abuse him to the Moor in the rank garb –

for I fear Cassio with my night-cap too –

make the Moor thank me, love me and reward me,

lo calunnierò presso il Moro nel modo più infamante – perché sospetto che anche Cassio si sia messo la mia berretta da notte (lett.: “sospetto anche Cassio con la mia berretta da notte”) – e farò sì che il Moro mi ringrazi, mi ami e mi ricompensi,

for making him egregiously an ass,

and practising upon his peace and quiet

even to madness. ‘Tis here, but yet confused:

knavery’s plain face is never seen tin used.

per averne sapientemente fatto uno sciocco, e per avere, con gli inganni, rovinato la sua pace e la sua tranquillità, addirittura fino alla pazzia. Ecco qui (il piano), seppure ancora confuso: il vero volto della furfanteria si vede solo quando si mette all’opera (lett.: “non si vede mai finché non viene adoperato”).

[Exit.]
[Esce.]