Archivio testo: It is the face of my soul

Traduzione It is the face of my soul

OSCAR WILDE

IT IS THE FACE OF MY SOUL

– da THE PICTURE OF DORIAN GRAY –

– TRADUZIONE IN ITALIANO –

IL TESTO

Nel brano It is the face of my soul, tratto dal capitolo 13 del romanzo The Picture of Dorian Gray, viene narrato il momento in cui Dorian, a distanza di anni, mostra il ritratto “incantato” a colui che ne è stato l’autore: il pittore Basil Hallward. Il soggetto rappresentato – rispecchiando l’animo e la coscienza di Dorian – appare orribilmente invecchiato e il suo aspetto “deturpato” riflette gli anni di vita dissoluta e moralmente degradante che il protagonista ha vissuto. Dorian spiega a Basil che quella figura, così corrotta nell’aspetto, rappresenta la sua anima come è diventata (… it is the face of my soul). Il pittore reagisce con sgomento e disgusto allo spettacolo dell’anima di Dorian, e trae amare considerazioni sulla condotta di lui, quindi lo esorta a pregare e a redimersi.

TRADUZIONE IN ITALIANO

“So you think that it is only God who sees the soul, Basil? Draw that curtain back, and you will see mine”. The voice that spoke was cold and cruel. “You are mad, Dorian, or playing a part” muttered Hallward, frowning. “You won’t? Then I must do it myself,” said the young man, and he tore the curtain from its rod and flung it on the ground.

“Dunque voi ritenete che solo Dio veda l’anima, Basil? Spostate quella tenda e vedrete la mia”. La voce che parlava era fredda e crudele. “Voi siete pazzo, o Dorian, oppure state recitando una parte” mormorò Hallward, rabbuiandosi. “Non lo farete? Allora devo farlo da solo” disse il giovane e strappò la tenda dalla bacchetta e la gettò a terra.

An exclamation of horror broke from the painter’s lips as he saw in the dim light the hideous face on the canvas grinning at him. There was something in its expression that filled him with disgust and loathing. Good heavens! it was Dorian Gray’s own face that he was looking at! The horror, whatever it was, had not yet entirely spoiled that marvellous beauty.

Un’esclamazione di orrore uscì dalle labbra del pittore nel vedere, nella fioca luce, il viso ripugnante sulla tela che sogghignava verso di lui. C’era qualcosa nella sua espressione che lo riempì di disgusto e di repulsione. Santo cielo! era la faccia di Dorian quella che egli stava guardando! Quell’orrore, qualunque cosa fosse, non aveva interamente corrotto quella meravigliosa bellezza.

There was still some gold in the thinning hair and some scarlet on the sensual mouth. The sodden eyes had kept something of the loveliness of their blue, the noble curves had not yet completely passed away from chiselled nostrils and from plastic throat. Yes, it was Dorian himself. But who had done it? He seemed to recognize his own brushwork, and the frame was his own design. The idea was monstrous, yet he felt afraid.

C’era ancora un po’ d’oro nei capelli diradati e un po’ di scarlatto sulla bocca sensuale. Gli occhi infossati avevano conservato qualcosa della bellezza del loro azzurro; le nobili curve non erano ancora completamente scomparse dalle narici cesellate e dal collo scultoreo. Sì, era proprio Dorian. Ma chi l’aveva fatto? Gli sembrava di riconoscere la propria pennellata e la cornice era un suo progetto. Il pensiero era mostruoso, eppure si sentì spaventato.

He seized the lighted candle, and held it to the picture. In the left-hand corner was his own name, traced in long letters of bright vermilion. It was some foul parody, some infamous ignoble satire. He had never done that. Still, it was his own picture. He knew it, and he felt as if his blood had changed in a moment from fire to sluggish ice. His own picture! What did it mean? Why had it altered?

Afferrò la candela accesa e l’accostò al ritratto. Nell’angolo a sinistra c’era il suo nome, tracciato in lunghe lettere color rosso vermiglio. Era un’indegna parodia, una qualche satira ignobile e infame. Non aveva mai dipinto quel quadro. E tuttavia quel quadro era suo. Lo sapeva; e si sentì come se il suo sangue in un attimo fosse passato dal fuoco al ghiaccio inerte. Il suo quadro! Che significava? Perché s’era trasformato?

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He turned and looked at Dorian Gray with the eyes of a sick man. His mouth twitched, and his parched tongue seemed unable to articulate. He passed his hand across his forehead. It was dank with clammy sweat. The young man was leaning against the mantelshelf, watching him with that strange expression that one sees on the faces of those who are absorbed in a play when some great artist is acting.

Si voltò e guardò Dorian Gray con gli occhi di un uomo folle. La sua bocca si contraeva e la sua lingua secca sembrava incapace di articolare. Si passò la mano sulla fronte. Era madida di un freddo sudore. Il giovane era appoggiato alla mensola e lo guardava con la strana espressione che si vede a volte nel viso di coloro che sono assorti in un dramma quando recita un grande attore.

There was neither real sorrow in it nor real joy. There was simply the passion of the spectator, with perhaps a flicker of triumph in his eyes. He had taken the flower out of his coat, and was smelling it, or pretending to do so. “What does this mean?” cried Hallward, at last. His own voice sounded shrill and curious in his ears. “Years ago, when I was a boy,” said Dorian Gray, crushing the flower in his hand, “you met me, flattered me, and taught me to be vain of my good looks.

In essa non c’era né vera gioia né vero dolore. C’era semplicemente il coinvolgimento di uno spettatore con forse un luccichio di trionfo negli occhi. Si era tolto il fiore dalla giacca e lo annusava, o fingeva di annusarlo. “Che significa questo?” esclamò Hallward alla fine. La sua voce suonò stridula e strana alle sue orecchie. “Anni fa, quando io ero un ragazzo” disse Dorian Gray, spezzando il fiore nella sua mano, “voi mi incontraste, mi adulaste e mi insegnaste ad essere vanitoso della mia bellezza.

One day you introduced me to a friend of yours, who explained to me the wonder of youth, and you finished a portrait of me that revealed to me the wonder of beauty. In a mad moment that, even now, I don’t know whether I regret or not, I made a wish, perhaps you would call it a prayer…”. “I remember it! Oh, how well I remember it! No! the thing is impossible. The room is damp. Mildew has got into the canvas. The paints I used had some wretched mineral poison in them. I tell you the thing is impossible”.

Un giorno mi presentaste a uno dei vostri amici, che mi spiegò la meraviglia della giovinezza e voi completaste un ritratto di me che mi rivelò la meraviglia della bellezza. In un momento folle che, anche adesso, non so se rimpiangere oppure no, io espressi un desiderio, forse voi lo definireste una preghiera…”. “Me ne ricordo! O, come me ne ricordo bene! No! la cosa è impossibile. La stanza è umida. La muffa è penetrata nella tela. I colori che ho usato contenevano dentro di sé qualche maledetto veleno minerale. Vi dico che la cosa è impossibile”.

“Ah, what is impossible?” murmured the young man, going over to the window and leaning his forehead against the cold, mist-stained glass. “You told me you had destroyed it”. “I was wrong. It has destroyed me”. “I don’t believe it is my picture”. “Can’t you see your ideal in it?” said Dorian bitterly.

“Ah, che cosa è impossibile?” mormorò il giovane, andando fino alla finestra e appoggiando la sua fronte contro il vetro freddo appannato dalla nebbia. “Mi diceste di averlo distrutto”. “Mi sbagliavo. Lui (esso) ha distrutto me”. “Non credo che sia il mio quadro”. “Non riconoscete il vostro ideale in esso?” disse Dorian duramente.

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“My ideal, as you call it …”. “As you called it”. “There was nothing evil in it, nothing shameful. You were to me such an ideal as I shall never meet again. This is the face of a satyr”. “It is the face of my soul”. “Christ! What a thing I must have worshipped! It has the eyes of a devil”.

“Il mio ideale, come voi lo chiamate..”. “Come voi lo chiamavate”. “In esso non c’era niente di malvagio, niente di scellerato. Voi per me eravate un ideale (un esempio di perfezione) come non ne incontrerò mai un altro. Questa è la faccia di un satiro”. “È la faccia della mia anima”. “Cristo! Che cosa dovrei aver venerato? Ha gli occhi di un diavolo”.

“Each of us has heaven and hell in him, Basil,” cried Dorian with a wild gesture of despair. Hallward turned again to the portrait and gazed at it. “My God! If it is true,” he exclaimed, “and this is what you have done with your life, why, you must be worse even than those who talk against you fancy you to be!”

“Ognuno di noi ha in sé stesso il cielo e l’inferno, Basil” si lamentò Dorian con un gesto furioso di disperazione”. Hallward si girò ancora verso il ritratto e lo fissò. “Mio Dio! Se è vero” egli esclamò “e questo è quello che avete fatto della vostra vita, allora dovete essere anche peggiore di quello che coloro che parlano male di voi immaginano voi siate!”

He held the light up again to the canvas and examined it. The surface seemed to be quite undisturbed and as he had left it. It was from within, apparently, that the foulness and horror had come. Through some strange quickening of inner life the leprosies of sin were slowly eating the thing away. The rotting of a corpse in a watery grave was not so fearful.

Riaccostò il lume alla tela e la esaminò. La superficie sembrava essere assolutamente inalterata, come egli l’aveva lasciata. Era dall’interno, evidentemente, che provenivano la corruzione e l’orrore. Attraverso una strana accelerazione della vita interiore, la lebbra del peccato stavano lentamente la cosa. La putrefazione di un cadavere in una tomba umida non era altrettanto spaventosa.

His hand shook, and the candle fell from its socket on the floor and lay there sputtering. He placed his foot on it and put it out. Then he flung himself into the rickety chair that was standing by the table and buried his face in his hands. “Good God, Dorian, what a lesson! What an awful lesson!” There was no answer, but he could hear the young man sobbing at the window.

La mano gli tremò e la candela cadde dal suo candeliere sul pavimento, e giacque lì scoppiettando. Ci mise sopra il piede e la spense. Poi si lasciò cadere sulla sedia traballante posta accanto al tavolo e nascose il volto tra le mani. “Buon Dio, Dorian, che lezione! Che tremenda lezione!” Non ci fu risposta; ma poteva sentire il giovane singhiozzare vicino alla finestra.

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“Pray, Dorian, pray,” he murmured. “What is it that one was taught to say in one’s boyhood? ‘Lead us not into temptation. Forgive us our sins. Wash away our iniquities.’ Let us say that together. The prayer of your pride has been answered. The prayer of your repentance will be answered also. I worshipped you too much. I am punished for it. You worshipped yourself too much. We are both punished”.

“Prega, Dorian, prega” mormorò. “Che cos’è che ci fu insegnato a dire da bambini? ‘Non ci indurre in tentazione. Perdonaci i nostri peccati. Lava via le nostre iniquità’. Diciamolo insieme. La preghiera del vostro orgoglio ha ricevuto risposta. La preghiera del vostro pentimento riceverà egualmente risposta. Vi adoravo troppo. Vengo punito per questo. Vi adoravate troppo. Veniamo entrambi puniti”.

Dorian Gray turned slowly around and looked at him with tear-dimmed eyes. “It is too late, Basil,” he faltered.

Dorian Gray si girò lentamente e lo guardò cogli occhi velati dalle lacrime. “È troppo tardi, Basil” balbettò.