Archivio testo: Negative capability

Traduzione Negative Capability

WALTER JACKSON BATES

NEGATIVE CAPABILITY

– TRADUZIONE IN ITALIANO –

La capacità negativa. Keats afferma che la forma e lo stile dell’arte dovrebbero catturarne l’intensità (ossia: “afferma che è compito della forma e dello stile realizzare le potenzialità di intensità dell’arte”). Per realizzare ciò, il pittore deve dipingere, o il poeta deve scrivere, in maniera che tutti i sensi vengano stimolati simultaneamente. L’arte non dovrebbe toccare un senso alla volta; piuttosto, l’impressione fatta su un senso dovrebbe eccitare, per affinità, la reazione di un altro. In definitiva, Keats vuole “sentire” l’opera d’arte attraverso le impressioni che essa suscita su tutti i sensi, e cerca di infondere nella propria poesia un insieme equilibrato di stimoli intensi.

Keats definisce questa idea della “capacità negativa” in una lettera ai suoi fratelli George e Thomas: “Quando un uomo è capace di vivere fra incertezze, misteri, dubbi, senza nessuna agitata ricerca di fatti e ragioni”. Una grande mente è la sola che sa gioire dell’ignoto, dell’incertezza, senza sentire la necessità di analizzare e di comprendere ogni cosa. Lo stile di Keats è anche caratterizzato da un’attenzione minuziosa ai dettagli e, nella registrazione di questi dettagli, egli vede il grande potenziale della “com-passione” (intesa nel senso di “empatia, identificazione con gli altri”) e dell’immaginazione.

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Keats era stato influenzato in parte da un filosofo a lui contemporaneo, Hazlitt (1778-1830), che scriveva che “per natura gli esseri umani sono compassionevoli e non egocentrici”. L’egocentrismo porta a focalizzare solo sul proprio io, tuttavia, asserisce Hazlitt, il solo modo per sviluppare un senso d’identità è attraverso la “sensazione” e la “memoria”. Inizialmente qualcosa deve colpire le nostre menti (la sensazione); e questo accade nel presente. Poi dobbiamo richiamare quella sensazione (la memoria), e questa azione richiama il passato. Queste due componenti, comunque, non sono sufficienti a progettare un’identità futura, perché è necessaria l’immaginazione. L’immaginazione non solo permette a ciascuno di rappresentarsi il proprio futuro, ma gli consente anche di identificarsi con gli altri, di immaginarsi al loro posto, di empatizzare con loro. Hazlitt osserva che quelli che non provano “com-passione” verso gli altri, o che non li conoscono abbastanza, sono allo stesso modo incapaci di immaginare il loro stesso futuro. Questo è molto significativo perché l’arte dipende dalla capacità di identificarsi con gli altri: la grandezza nell’arte, nella filosofia, nell’azione morale, comportano di fatto una perdita del senso della nostra identità personale, in maniera da identificarci in qualcosa a noi più caro di noi stessi. Questo rappresenta una nuova filosofia per Keats: il poeta “privo di carattere”.

Fondamentalmente i poeti sono maestri di com-passione. Attraverso dettagli complessi essi riescono ad identificarsi con gli altri, a prendere il posto di altre persone nella loro poesia al punto di non avere più nessun “io”. Per questo, ciò che Keats sostiene è la rimozione del sé intellettuale mentre si scrive, o si legge, una poesia (vale a dire la “negative capability”).