Archivio testo: Ode to the West Wind

Traduzione Ode to the West Wind

PERCY BYSSHE SHELLEY

ODE TO THE WEST WIND

– da PROMETHEUS UNBOUND AND OTHER POEMS –

– TRADUZIONE IN ITALIANO –

Lines 1 – 5

O wild West Wind, thou breath of Autumn’s being,

Thou, from whose unseen presence the leaves dead

Are driven, like ghosts from an enchanter fleeing,

Yellow, and black, and pale, and hectic red,

Pestilence-stricken multitudes; …

O selvaggio Vento di Ponente (ossia: “O impetuoso vento che provieni da ovest”), tu, respiro dell’essenza dell’Autunno, tu, dalla cui invisibile presenza le foglie morte sono messe in movimento come fantasmi che fuggono da un incantatore: (foglie) gialle, e nere, e pallide, e del rossore della febbre, (come) moltitudini colpite da una pestilenza;

Lines 5 – 12

… O thou,

Who chariotest to their dark wintry bed

The winged seeds, where they lie cold and low,

Each like a corpse within its grave, until

Thine azure sister of the Spring shall blow

Her clarion o’er the dreaming earth, and fill

– Driving sweet buds like flocks to feed in air –

With living hues and odours plain and hill:

Oh tu, che trasporti (lett.: “che trasporti sul tuo carro”) i semi alati al loro buio letto invernale, dove essi riposeranno al freddo e in basso (ossia: “in profondità nella terra fredda”), ciascuno come un cadavere all’interno della propria tomba, fino a che la (tua) azzurra sorella della Primavera (ossia: “lo Zefiro”, la brezza primaverile, immaginata come una “sorella” del Vento di Ponente”) soffierà la propria tromba sulla terra addormentata (lett.: “sulla terra che sogna”), e colmerà – spingendo le dolci gemme, come greggi, a pascolare nell’aria – la pianura e la collina di profumi e colori vividi:

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Lines 13 – 14

Wild Spirit, which art moving everywhere;

Destroyer and preserver; hear, oh hear!

Spirito indomito, che ti stai muovendo ovunque; distruttore e salvatore; ascolta, oh, ascolta!

Lines 15 – 17

Thou on whose stream, mid the steep sky’s commotion,

Loose clouds like earth’s decaying leaves are shed,

Shook from the tangled boughs of Heaven and Ocean:

Tu, sulla cui corrente, in mezzo al tumulto degli alti cieli, si sparpagliano le nuvole, disperse come le foglie in decomposizione della Terra, scrollate via dai rami intrecciati del Cielo e dell’Oceano:

Lines 18 – 23

Angels of rain and lightning, there are spread

On the blue surface of thine aëry surge,

Like the bright hair uplifted from the head

Of some fierce Maenad, even from the dim verge

Of the horizon to the zenith’s height,

The locks of the approaching storm …

(quali / come) angeli della pioggia e del fulmine (ossia: “Come angeli messaggeri di pioggia e di fulmini”), esse si spargono là, sull’azzurra superficie delle tue onde d’aria, come chiari capelli sollevatisi dalla testa di qualche sfrenata Menade, sin dal limite fioco dell’orizzonte fino alle altezze estreme dello zenit: (come) avvisaglie della tempesta che s’avvicina.

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Lines 23 – 28

… Thou dirge

Of the dying year, to which this closing night

Will be the dome of a vast sepulchre,

Vaulted with all thy congregated might

Of vapours, from whose solid atmosphere

Black rain, and fire, and hail will burst: oh hear!

Tu canto funebre dell’anno che muore (ossia: “dell’anno che volge al termine”), per il quale questa notte che sta finendo sarà (come) la cupola di un ampio sepolcro, coperto (lett.: “voltato” / “soffittato”) con tutta la tua concentrata potenza di nuvole (lett.: “di vapori”), dalla cui solida atmosfera proromperà nera pioggia, e fuoco (ossia: “e lampi”), e grandine: oh, ascolta!

Lines 29 – 36

Thou who didst waken from his summer dreams

The blue Mediterranean, where he lay,

Lull’d by the coil of his crystalline streams,

Beside a pumice isle in Baiae’s bay,

And saw in sleep old palaces and towers

Quivering within the wave’s intenser day,

All overgrown with azure moss and flowers

So sweet, the sense faints picturing them! …

Tu che hai risvegliato dai sui sogni estivi l’azzurro Mediterraneo – là dove esso giace, cullato dal gorgoglio delle sue correnti cristalline, nelle vicinanze di un’isola di pomice nel golfo di Baia – mentre (lett.: “e”) nel sonno vedeva vecchi palazzi e torri, tremolanti nella luce più intensa del mare (ossia: “tremolanti sotto l’effetto della luce resa più intensa dal riflesso del mare”), tutti ricoperti di muschio azzurro, e fiori a tal punto soavi che la percezione ha un mancamento nel raffigurarseli!

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Lines 36 – 42

… Thou

For whose path the Atlantic’s level powers

Cleave themselves into chasms, while far below

The sea-blooms and the oozy woods which wear

The sapless foliage of the ocean, know

Thy voice, and suddenly grow gray with fear,

And tremble and despoil themselves: oh hear!

Tu, al cui passaggio la possente superficie dell’Atlantico si squarcia in abissi (lett.: “Tu, per il cui sentiero le possenti superfici dell’Atlantico si spaccano in crepe”), mentre, molto più in profondità, i fiori marini e i boschi limacciosi che indossano il fogliame senza linfa dell’Oceano, riconoscono la tua voce, e, improvvisamente, diventano grigi per la paura, e tremano, e si spogliano: oh, ascolta!

Lines 43 – 47

If I were a dead leaf thou mightest bear;

If I were a swift cloud to fly with thee;

A wave to pant beneath thy power, and share

The impulse of thy strength, only less free

Than thou, O uncontrollable! …

Se io fossi una foglia morta che tu potessi trasportare; se io fossi una nuvola rapida, per volare insieme a te; un’onda per ansimare sotto la tua potenza, e condividere l’impulso della tua forza, solo meno libero di te, oh, incontrollabile!

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Lines 47 – 51

… If even

I were as in my boyhood, and could be

The comrade of thy wanderings over Heaven,

As then, when to outstrip thy skiey speed

Scarce seem’d a vision; …

Se almeno io fossi come (ero) nella mia fanciullezza, e potessi essere il compagno dei tuoi giri a vuoto per il cielo, come allora, quando superare la tua eterea velocità non sembrava un’illusione;

Lines 51 – 54

… I would ne’er have striven

As thus with thee in prayer in my sore need.

Oh, lift me as a wave, a leaf, a cloud!

I fall upon the thorns of life! I bleed!

Non mi sarei mai rivolto in questa maniera a te in preghiera nel mio estremo bisogno. Oh, sollevami come un’onda, (come) una foglia, (come) una nuvola! Io cado sulle spine della vita! Io sanguino!

Lines 55 – 56

A heavy weight of hours has chain’d and bow’d

One too like thee: tameless, and swift, and proud.

Un pesante carico di ore ha incatenato e soggiogato uno (che è) anch’egli come te: indomito, e veloce, e orgoglioso.

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Lines 57 – 62

Make me thy lyre, even as the forest is:

What if my leaves are falling like its own!

The tumult of thy mighty harmonies

Will take from both a deep, autumnal tone,

Sweet though in sadness. Be thou, Spirit fierce,

My spirit! Be thou me, impetuous one!

Fai di me la tua lira, nella misura in cui lo è la foresta: che importanza ha se le mie foglie stanno candendo come le sue! Il tumulto delle tue potenti armonie prenderà da entrambi (ossia: “da me e dalla foresta”) un profonda intonazione autunnale, dolce pur nella malinconia. O spirito fiero sii tu il mio spirito! Sii tu me, o impetuoso!

Lines 63 – 67

Drive my dead thoughts over the universe

Like wither’d leaves to quicken a new birth!

And, by the incantation of this verse,

Scatter, as from an unextinguish’d hearth

Ashes and sparks, my words among mankind!

Conduci i miei pensieri morti per l’Universo, come foglie appassite, per affrettare una nuova nascita! E, grazie all’incantesimo di questo componimento, spargi le mie parole tra l’umanità, come ceneri e scintille da un focolare non spento!

Lines 68 – 70

Be through my lips to unawaken’d earth

The trumpet of a prophecy! O Wind,

If Winter comes, can Spring be far behind?

Sii, attraverso le mie labbra, la tromba di una profezia per la Terra addormentata (lett.: “non sveglia”)! O, Vento, se l’Inverno è alle porte, può la Primavera essere molto lontana alle sue spalle?