Archivio testo: On the Sublime

Traduzione On the Sublime

EDMUND BURKE

ON THE SUBLIME

– da ON THE SUBLIME –

– TRADUZIONE IN ITALIANO –

L’emozione suscitata dal grandioso e dal sublime nella Natura, quando queste cause operano con maggiore potenza, è la meraviglia; e la meraviglia è quello stato dell’anima in cui tutte le funzioni di essa restano sospese, accompagnato da un certo grado di orrore. In questi momenti la mente è così completamente pervasa dal suo oggetto (ossia: “dall’oggetto della percezione, dall’oggetto che osserva”) che non può considerare nient’altro, e di conseguenza, non riesce a ragionare su quell’oggetto che la occupa. Da ciò sorge il grande potere del sublime che, lungi dall’essere prodotto dai nostri ragionamenti, li anticipa, e ci trascina con una forza a cui non si può resistere. La meraviglia, come ho detto, è l’effetto del sublime al suo grado più alto; gli effetti inferiori sono ammirazione, riverenza e ossequio.

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Non esiste nessuna emozione, come la paura, che riesca a togliere alla mente tutta la sua capacità di azione e di ragionamento. Per questo, tutto quello che ci appare terribile alla vista è anche sublime, sia se ciò che ci causa terrore è di grandi dimensioni sia che no. Ci sono molti animali che, sebbene lontani dall’essere grandi, riescono ugualmente a suscitare l’idea del sublime, perché incutono terrore, come i serpenti e gli animali velenosi di quasi tutti i generi. E se noi aggiungiamo alle cose di grandi dimensioni una inattesa idea di terrore, esse ci appaiono ancora più grandi. L’idea di un immenso territorio pianeggiante non è certamente ordinaria o banale; la linea dell’orizzonte di una pianura tanto vasta può essere estesa come quella di un oceano; ma potrebbe mai tale orizzonte occupare la mente con qualcosa di così grandioso come fa l’oceano?

Generalmente sembra essere necessaria l’oscurità per rendere tutte le cose veramente spaventose. Quando conosciamo la reale entità di un pericolo e riusciamo ad abituare i nostri occhi ad esso, gran parte dell’apprensione svanisce. Tutti possono sperimentare questo: fino a che punto, in ogni situazione di pericolo, la notte accresca le nostre paure, e fino a che punto le dicerie su fantasmi e folletti, dei quali nessuno in realtà può avere idee chiare, influenzino le menti che danno credito alle leggende popolari su tali generi di creature.

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I governi dispotici, che sono fondati sulle emozioni degli uomini e principalmente sulla paura, tengono il loro capo il più possibile nascosto e lontano dagli sguardi della folla. La medesima politica è stata impiegata, nello stesso modo, in molte religioni. Quasi tutti i templi pagani erano bui. Anche in questi giorni, nei templi pagani degli Americani, il loro idolo è conservato in una parte oscura della capanna, che è consacrata a questo scopo. Allo stesso modo i Druidi celebravano le loro cerimonie nel cuore delle foreste più oscure, all’ombra delle querce più antiche e frondose.