Archivio testo: To be or not to be

Traduzione To be or not to be

WILLIAM SHAKESPEARE

TO BE OR NOT TO BE

– da HAMLET – ACT III, SCENE I –

– TRADUZIONE IN ITALIANO –

IL TESTO

Il testo To be or not to be (in traduzione: “Essere o non essere”) è un estratto dal terzo atto dell’Amleto (Hamlet), e contiene un intenso monologo del protagonista sul tema delle paure che rendono irresoluti gli esseri umani.

POSIZIONAMENTO NELLA STORIA: il re di Danimarca, padre di Amleto, è morto in circostanze misteriose e il suo decesso è stato attribuito al morso di una serpe. Dopo la morte del re, il fratello Claudio, lo zio di Amleto, si è rapidamente insediato sul trono e, senza rispettare i tempi convenienti, ha anche sposato la madre di Amleto, Gertrude, vedova del re defunto. Sconfortato da questi eventi, Amleto trascorre il proprio tempo nel tormento, rimuginando sul comportamento della madre e dello zio. A questo punto ad Amleto appare il fantasma del padre defunto, che gli riferisce di essere stato assassinato dal proprio fratello Claudio, e gli chiede vendetta. Amleto promette al fantasma del padre di uccidere lo zio Claudio, ma la sua natura malinconica lo rende irresoluto e lo induce a rimandare ripetutamente l’azione. La scena contenuta nel testo To be or not to be si inserisce a questo punto della vicenda, riportando un momento in cui Amleto, lacerato dai dubbi e dalle sue indecisioni, al principio del terzo atto si abbandona ad un intenso monologo, sul tema delle paure che bloccano gli esseri umani e li rendono irresoluti.

Il contenuto della scena è il seguente: Amleto svolge una lacerata meditazione sul tema delle paure che impediscono all’uomo un’azione decisa, anche quando essa sarebbe auspicabile e doverosa. Per riferirsi alla generalità dei grandi gesti stoici ed eroici che l’uomo è spesso incapace di compiere bloccato dalla paura, Amleto analizza un caso in particolare, dal valore emblematico: il suicidio. Dall’esame dell’atteggiamento umano di fronte al suicidio, dunque, Amleto ricava amare riflessioni su come l’uomo si rassegni spesso a portare avanti un’esistenza segnata da beghe e miserie per il solo fatto di non avere il coraggio di affrontare con un atto di scelta l’ignoto che seguirebbe ad un’eroica morte volontaria.

Traduzione

HAMLET:

To be, or not to be: that is the question:

whether ‘tis nobler in the mind to suffer

the slings and arrows of outrageous fortune,

or to take arms against a sea of troubles,

and by opposing end them? To die, to sleep.

Essere, o non essere, è questo il problema (lett.: “questo è l’interrogativo”, “questo è il quesito”): se è più nobile sopportare nell’animo i colpi di fionda e i dardi della sorte nefasta, o armarsi contro un mare di difficoltà, e, opponendosi, porre loro fine? Morire, dormire.

No more; and by a sleep to say we end

the heart-ache and the thousand natural shocks

that flesh is heir to, ‘tis a consummation

devoutly to be wish’d. To die, to sleep;

to sleep, perchance to dream. Ay, there’s the rub;

Null’altro; e per mezzo del sonno noi, per così dire, poniamo fine allo strazio del cuore e ai mille colpi della natura dei quali è erede la carne (ossia: “che la carne è destinata a ricevere”); questo è un compimento da desiderarsi con tutto il cuore. Morire, dormire – dormire, sognare forse – sì, qui sta il difficile:

Pubblicità

for in that sleep of death what dreams may come,

when we have shuffled off this mortal coil,

must give us pause: there’s the respect

that makes calamity of so long life;

perché quali sogni possano venire in quel sonno della morte, una volta che ci siamo districati da questo viluppo mortale (ossia: “una volta che ci siamo liberati dalla vita”), (è l’interrogativo che) deve imporci una pausa: è questo l’aspetto che rende tanto lunga la (nostra) sciagura (lett.: “che rende la sciagura di così lunga vita”).

For who would bear the whips and scorns of time,

the oppressor’s wrong, the proud man’s contumely,

the pangs of despised love, the law’s delay,

the insolence of office,

In quanto, chi sopporterebbe le sferzate e le derisioni del tempo, il torto del persecutore, l’oltraggio dell’uomo superbo, le fitte al cuore dell’amore disprezzato, il ritardo della legge, l’insolenza del potere,

and the spurns

that patient merit of the unworthy takes,

when he himself might his quietus make

with a bare bodkin? Who would fardels bear,

to grunt and sweat under a weary life,

e le mortificazioni che il merito paziente riceve dagli indegni, quando egli potrebbe darsi da sé la propria quietanza con un nudo pugnale? Chi si accollerebbe quei fardelli, per grugnire e sudare sotto una vita faticosa,

Pubblicità

but that the dread of something after death,

the undiscover’d country from whose bourn

no traveller returns, puzzles the will

and makes us rather bear those ills we have

than fly to others that we know not of?

se non fosse che il terrore di qualcosa dopo la morte, la terra sconosciuta dalla cui frontiera nessun viaggiatore ritorna, confonde la volontà, e ci fa preferire quei mali che abbiamo piuttosto che volare verso altri (mali), di cui non sappiamo niente?

Thus conscience does make cowards of us all,

and thus the native hue of resolution

is sicklied o’er with the pale cast of thought,

and enterprises of great pith and moment

with this regard their currents turn awry,

and lose the name of action.

Così, la coscienza fa di tutti noi dei codardi, e così l’originario colore della determinazione è reso malsano dal pallido incarnato del pensiero, e in base a questo le imprese di grande ambizione e importanza deviano le loro correnti (ossia: “sviano il loro corso”), e perdono il nome di “azione”.