Archivio testo: Whitman's land

Traduzione Whitman’s land

M. J. KILLINGSWORTH

WHITMAN’S LAND

– TRADUZIONE IN ITALIANO –

La terra di Whitman. Anche se Whitman condivise con altri autori a lui contemporanei, come Emerson, una predilezione per la poetica della Natura, egli si distinse dagli altri per la sua celebrazione della città. Come scrittore urbano, egli anticipò, infatti, poeti moderni come T. S. Eliot e Allen Ginsberg.

Inoltre, anche nelle sue descrizioni della Natura, Whitman si discosta dai suoi predecessori romantici. Mentre la tendenza tra i poeti della sua epoca fu prevalentemente di “tipo pastorale” – una visione della Natura come luogo dello spirito, un luogo che offriva sollievo dalla pressione e dalla frenesia della città materialistica, un ambiente “più innocente” e in gran parte perduto – Leaves of Grass (“Foglie d’erba”, la principale raccolta di Whitman), considera il mondo naturale come il corpo della Terra, un’entità materiale a cui il poeta attribuisce connotati “erotici”. Questa entità possiede un carattere, una personalità, che, a seconda delle circostanze, attira o si oppone alle curiosità e alle indagini del poeta. Il corpo umano, con i suoi impulsi istintivamente “reattivi” e molto sensuali, è considerato un prolungamento della Natura, una parte della Natura.

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Whitman ama la Terra, supplica l’Oceano come un bambino supplica la madre, guarda con curiosità negli occhi degli animali, e scopre in se stesso le stesse energie e la stessa materia che vivificano la Terra. Il rapporto di Whitman con la Terra è tanto concreto, quanto mistico. Per cui, l’io viene identificato con questa entità più grande, più potente, e solo parzialmente conoscibile.

Nel suo ultimo lavoro Whitman vorrebbe, in alcuni frangenti, tornare alla visione della Natura tradizionale del Romanticismo: la Natura vista come alternativa alla vita moderna della città. In questa prospettiva egli anticipa il movimento del “back to the nature” (ossia: “del ritorno alla Natura”) che si sviluppò più tardi nella cultura Americana. La visione più originale del poeta comprende un’interpretazione della Natura come qualcosa di “onnicomprensivo” e inesorabile (ossia: “qualcosa a cui non si può sfuggire”), tanto parte della vita di città e dell’esperienza del corpo, quanto al contempo separata, un ambiente non umano, che letteralmente circonda l’umano.