Archivio testo: Imagination in the Romantic poets

Traduzione Imagination in the Romantic poets

SIR MAURICE BOWRA

IMAGINATION IN THE ROMANTIC POETS

da THE ROMATIC IMAGINATION

– TRADUZIONE IN ITALIANO –

L’immaginazione nei poeti romantici.

Se volessimo individuare una singola caratteristica che differenzia i poeti romantici inglesi dai poeti del diciottesimo secolo, questa andrebbe individuata nell’importanza che essi attribuiscono all’immaginazione. (E ) Nel diciottesimo secolo l’immaginazione non costituiva un elemento cardinale nella teoria poetica. Ciò che aveva maggiore importanza nella poesia era la aderenza di essa alle emozioni e all’esperienza comune degli uomini. Il poeta era un interprete più che un creatore. L’enfasi romantica sull’immaginazione fu rafforzata da riflessioni che furono insieme religiose e metafisiche.

Per un secolo la filosofia inglese era stata dominata dalle teorie di Locke. (G) Egli (Locke) riteneva che, nella percezione, la mente fosse del tutto passiva, in pratica un semplice registratore delle impressioni che provenivano dall’esterno. Il suo sistema filosofico era perfettamente adeguato a quel periodo di speculazione scientifica che trovava in Newton la sua voce più rappresentativa. (F) Locke fu il bersaglio polemico sia di Blake, sia di Coleridge.

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Costoro rifiutarono la sua concezione dell’universo e la sostituirono con il loro sistema filosofico, che prese il nome di “idealismo” perché, per loro, la mente costituiva l’elemento centrale e il principale fattore di governo. (A) Su questo punto, nonostante alcune significative differenze riguardanti dettagli minori, Blake, Coleridge, Wordsworth, Shelley e Keats furono completamente d’accordo.

Perciò, dal momento che per loro l’esperienza speculativa era la vera fonte dell’energia spirituale, essi potevano non soltanto credere che fosse un’esperienza divina, ma anche che, nel momento in cui la esercitavano, partecipassero in qualche modo all’attività di Dio. Il poeta romantico era persuaso non solo che l’immaginazione fosse il suo bene più prezioso, ma che fosse anche qualcosa che riguardava un ordine soprannaturale. Il pericolo di un’ipotesi così ardita era che il poeta risultasse così assorbito nel suo privato universo da non riuscire a comunicare la sua esperienza fondamentale agli altri uomini.