Archivio testo: Mr and Mrs Morel

Traduzione Mr and Mrs Morel

D. H. LAWRENCE

MR AND MRS MOREL

– da SONS AND LOVERS – CHAPTER 1 –

– TRADUZIONE IN ITALIANO –

I Bottoms consistevano di sei isolati di case (dwellings: “case, abitazioni”) per minatori: due file da tre, come i punti del sei sulla faccia bianca di una pedina da domino, dodici case per ogni isolato. Questa doppia fila di abitazioni era adagiata alle pendici del pendio piuttosto ripido di Bestwood, e guardava – almeno dalle finestre delle soffitte – sul dolce declivio della valle, verso Selby.

Le case erano solide e molto decorose. Si poteva girarci tutto intorno (lett.: “Uno poteva girarci tutto intorno”, è la forma impersonale inglese), scorgendo i piccoli giardini sul davanti con primule e sassifraghe nell’ombra dell’isolato in fondo, e garofani e begonie nel soleggiato isolato superiore; vedendo finestre anteriori pulite, piccole verande, basse siepi di ligustro e abbaini civettuoli per le soffitte.

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Ma questo era l’esterno; quella era la vista (che si godeva) dai disabitati salottini di tutte le mogli dei minatori. La stanza abitata, la cucina, era nel retro della casa, rivolta verso l’interno, tra gli isolati, e affacciata su uno squallido orto posteriore seguito da mucchi di detriti (lett.: “e, più oltre, sui detriti”).

E tra le file (rows), fra le lunghe file di detriti, correva il vicolo, dove i ragazzi giocavano, le donne chiacchieravano e gli uomini fumavano. Così, le reali condizioni di vita nei Bottoms, che erano così ben costruiti, e che sembravano così graziosi, erano assai tristi, perché la gente doveva vivere nella cucina, e le cucine si affacciavano su quella sudicia strada di detriti.