Archivio testo: Recycling art in a desert landscape

Traduzione Recycling art in a desert landscape

DON DeLILLO

RECYCLING ART IN A DESERT LANDSCAPE

– da UNDERWORLD – PART I – CHAPTER 2 –

– TRADUZIONE IN ITALIANO –

I volontari erano principalmente studenti d’arte, ma c’erano anche altre persone: laureandi in storia, insegnanti in vacanza, nomadi e fuggitivi, un andirivieni continuo, hacker sfibrati in cerca di un mondo senza fili; erano gente che aveva sentito la chiamata, il sussurro all’orecchio che ti spinge fuori dalla porta e dentro una certa zona di gioco esaltato. Lavorare con le mani. Raschiando e dipingendo. Mescolando la miscela inerte. Guardando le pennellate segnare una superficie. Pigmento. I grassi animali e i polimeri che si fondono per fare questa parola. […]

Dissi a uno studente con il distintivo dell’accoglienza che non ero lì per lavorare con il pennello o la sabbiatrice, ma solo per vedere il lavoro – l’opera d’arte o il progetto, comunque si chiamasse – e per fare un saluto, se possibile, a Klara Sax. […]

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Gli dissi che non volevo privarli di spazio e lui mi indicò la strada per un motel dove avrei potuto passare la notte, a circa venticinque miglia di distanza, poi mi diede appuntamento, più tardi, in un posto che chiamò “il laboratorio di pittura”. Era una notte limpida, con un turbine di stelle che brillavano basse e vicine, e una brezza dolce che sfiorava la terra. Guidai per circa un minuto e mezzo – non andare a piedi, mi avevano detto – e seguii una fila di catarifrangenti piantati nel terriccio.

C’erano un cordone di lampadine e un capannello di jeep, e furgoni, e un’unica lunga struttura di cemento alta poco più di tre metri (lett.: “circa dieci piedi”), divisa, lungo la sua lunghezza, in una dozzina di scomparti grandi come una stanza, e aperti sul davanti e sul retro. Questo era il centro operativo, dove il progetto veniva coordinato: creati i disegni, assegnati i compiti quotidiani, immagazzinata la maggior parte del materiale. […]